La risaia dell'azienda Cascine Orsine di Zelata di Bereguardo - Foto Cavadini

La risaia dell'azienda Cascine Orsine di Zelata di Bereguardo - Foto Cavadini

I figli a volte ti portano su strade che non avresti mai pensato di percorrere. Nel 1978 ero genitore dell’asilo della scuola steineriana di via Francesco Sforza, con un marito che iniziava la sua carriera di docente alla facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano ma che nel cuore aveva una grande passione per la campagna. Genitore della nostra classe era anche Giuseppe Leonelli. È così che nel 1981 il mio sposo si iscrive al primo convegno di biodinamica a Gargonza e io nel 1983 sono per dieci giorni alla Zelata per frequentare il corso di agricoltura. I docenti: Georg Merckens, Enzo Nastati, Marco Bernhard, Angelo Bertea, Enzo Negrisolo. Una sessantina i partecipanti.

Giornate intense di studio e di attività pratiche e artistiche che si concludono con una serata conviviale con danze e musica. Tornata a casa vengo raggiunta da una telefonata di Giulia Maria: mi vuole parlare. È l’inizio della mia storia e del mio impegno per le iniziative alle Cascine Orsine e per l’Associazione Biodinamica.

Da subito ho percepito la Zelata come un’isola di cultura, un luogo buono. Un luogo magico creato e gestito da persone buone. Dove si percepiva la qualità delle cose che si producevano e delle cose che avvenivano.

 

Un ritratto di Aldo Paravicini
Un ritratto di Aldo Paravicini


Le Cascine Orsine ospitavano annualmente corsi di formazione in agricoltura e in orticoltura, corsi di alimentazione… incontri con i “consumatori”. Giulia Maria era irrefrenabile nelle sue iniziative, convinta come è sempre stata della necessità di far conoscere l’importanza di una sana agricoltura, la sola che possa garantire la salute della terra, dell’uomo e degli animali. E Aldo le era sempre accanto per gestire e accogliere ogni evento. Per i corsi arrivavano sempre le sue attrezzature e quelle di sua moglie Vannozza necessarie per gli interventi dei relatori. Nel 1982 era iniziato il corso di antroposofia tenuto per anni dal dottor Giuseppe Leonelli diventato da subito un appuntamento irrinunciabile per molti. Nel 1996 con 27 voti contrari e 47 favorevoli, vengo eletta nel Consiglio dell’Associazione Biodinamica assieme ad Aldo, che ne diventa il Tesoriere, a Silvia Nicolato, Marco Bernhard, Giovanni Spada, Marco Mazzanti, Liana Di Donato. Presidente è Lapo Cianferoni. Nel tempo faranno parte del Consiglio Carlo Triarico, Marco Serventi, Michele Baio, Valeria Di Paoli.

Lavorare con a fianco Aldo era un piacere e una sicurezza. Sempre pacato anche nelle discussioni più accese, con un raro senso di giustizia sociale.

Amava la chiarezza e l’efficienza. Nel 2011 Aldo decide di non presentarsi più come candidato per l’elezione del nuovo Consiglio e io non vengo rieletta. Il nuovo Consiglio chiede a Giulia Maria e ad Aldo, a me e a Cristina Rodocanachi di proseguire con l’organizzazione alla Zelata dei corsi. L’ultimo è stato quello dello scorso gennaio che ha visto la partecipazione di 130 persone.

E sempre accanto a noi c’era Aldo e sono sicura che, dall’alto dei mondi superiori dove si sta recando, ci sarà per sempre.

 

 

Scrive per noi

Kitti Bolognesi
Studi di lingue straniere e di storia di letteratura inglese a Cambridge, in Inghilterra. Tornata in Italia diventa assistente di uno dei più noti fotogiornalisti italiani: Federico Patellani. Oggi curatrice con Giovanna Calvenzi del suo archivio di 700mila fotografie custodito presso il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo. È assistente anche di Serge Libis, uno dei più noti e creativi fotografi di still-life e di moda. Collabora e lavora come photoeditor e giornalista per diversi mensili e settimanali: tra questi Il Fotografo edito da Mondadori, L’Europeo, Max, Anna, Star bene editi dalla Rizzoli. È curatrice di libri e di mostre fotografiche esposte in Italia e all’estero. Per l’Associazione biodinamica ha fondato e diretto per anni una newsletter bimestrale.

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