Un viale alberato alle Cascine Orsine (Foto: Cavadini)
Aldo, un ambientalista in armonia con la terra
Dalla battaglia contro il piano di sviluppo costiero di Palau ai racconti sulla primavera della Zelata. Il vice-presidente del Fondo Ambiente Italiano (Fai) ricorda la vocazione e la sensibilità ambientale di Aldo Paravicini
I ricordi del rapporto tra Aldo Paravicini e il Fai sono tantissimi ed intensi, la sua vita e quella della sua famiglia hanno avuto una presenza costante ed importante dentro il mondo della Fondazione sin dalla sua nascita. I miei contatti con lui sono stati molti ed in varie occasioni, in particolare nell’organizzazione di convegni dell’Associazione biodinamica per cui ci siamo confrontati ed abbiamo collaborato.
In particolare però voglio ricordare due recenti eventi che mi hanno portato alla luce la sua vera vocazione e sensibilità ambientale.

In difesa del paesaggio sardo
Era proprio solo lo scorso anno quando più volte ci siamo incontrati per un problema ambientale in una regione, la Sardegna, che da anni frequentava e di cui seguiva le tematiche soprattutto legate allo splendido ambiente. Ci siamo infatti trovati in un comune impegno, suo e del Fai, per impedire che un Piano di sviluppo costiero a Palau, nel nord della regione, compromettesse in modo ambiguo e non necessario, lo splendido ecosistema costiero e del suo immediato entroterra con percorsi e parcheggi di servizio per una poco chiaramente definita migliore fruizione turistica. Più volte ci siamo visti per concordare azioni e definire una comune strategia, che poi ci ha portato ad avere successo in modo realistico e costruttivo, non ideologicamente chiuso nel preconcetto ma basandoci sull’evidenza delle splendide caratteristiche ambientali e paesaggistiche di quella zona.
Questo fatto ha portato la Regione Sardegna a rivedere il Piano ed effettuare maggiori approfondimenti che per il momento non mettono in pericolo la valenza ambientale di quei territori.
Conoscenza naturale
Ancora: era l’autunno del 2019 quando proprio alle Cascine Orsine abbiamo svolto una parte di un Corso di formazione sull’agroecologia per i Delegati ambiente Fai provenienti da tutte le regioni italiane. Proprio Aldo ci ha accompagnato in una visita nella sua azienda agricola biodinamica, spiegando con competenza e passione le attività dell’azienda e i risultati raggiunti tra pur mille difficoltà. Mi colpì in particolar modo la sua preparazione ma anche la sua sensibilità e conoscenza del mondo naturale: eravamo nella zona delle stalle e parlava delle sue mucche e dei suoi vitelli, allevati con metodi rispettosi degli equilibri di madre natura come se fossero non solo animali da sfruttare ma come preziosi collaboratori per un’attività che non è solo “lavoro” ma molto di più, un modo di essere Uomo e Terra allo stesso tempo.
Primavera alla Zelata
Aldo ha poi definitivamente “conquistato” la mia anima ambientalista quando ci ha portato attraverso i campi e le coltivazioni spiegando il valore biologico e funzionale delle siepi naturali che circondano i campi, luogo di tutela e riproduzione per una miriade di animali ed insetti. Dalle sue parole potevi vedere i nidi dei piccoli uccelli che vi trovano riparo o delle farfalle che colorano la campagna, dei bombi che punteggiano la primavera della Zelata e le lucciole che di sera la illuminano d’estate. Ed eravamo in autunno! Quando tutto questo nei normali cicli naturali si ferma, ma tanta era la sua passione e il dettaglio della descrizione che ti pareva di scorgerli in un cespuglio o su un albero. Ci raccontava, a noi cittadini digiuni di pratiche agricole, come la natura e la biodiversità siano partner fondamentali anche in agricoltura, una siepe non fa produrre di più ma meglio, tutelando quell’ambiente e quel clima che la specie umana sta invece duramente mettendo in crisi con le terribili conseguenze della pandemia che abbiamo visto e ancora stiamo vivendo.
Tra siepi, pettirossi e farfalle
Insomma una sensibilità non scontata, tant’è che nei giorni successivi al corso di formazione, che anche grazie a lui ha avuto un grande successo, gli mandai due righe di affettuoso ringraziamento non solo per il tempo ma soprattutto per il “modo” con cui ci ha accompagnato, lui schivo e modesto come era ha sminuito e minimizzato: «Ma dai Maurizio non esagerare!».
Ecco così ricordo Aldo Paravicini e quando torno alla Zelata e alle Cascine Orsine a trovare sua madre Giulia Maria, qualche volta nelle siepi, oltre ai pettirossi e alle farfalle mi pare ancora di vedere Aldo con i suoi pantaloni di velluto e il maglione verde che ci spiega l’importanza degli impollinatori per l’agricoltura buona.
Scrive per noi

- È il Vice Presidente FAI Fondo Ambiente Italiano, da anni impegnato sui temi della Conservazione e dell’Ambiente, consigliere nazionale del WWF Italia di Fulco Pratesi per molti anni, rappresentante nel Board del WWF Internazionale a Gland-Svizzera per un periodo, poi passato a ruoli pubblici come vice presidente e consigliere del Parco Lombardo della Valle del Ticino, amministratore locale per alcuni anni nel piccolo comune di residenza. Sempre impegnato in questi vari ambiti su tematiche strettamente legate alla tutela e valorizzazione dell’ambiente, della natura, della qualità della vita. Giulia Maria Crespi, fondatrice e Presidente Onoraria del FAI lo coinvolge sempre più nelle attività di governo della fondazione, prima come consigliere di amministrazione poi come vice presidente con una attenzione particolare alle tematiche ambientali di cui da sempre ma sempre più la Fondazione si occupa.
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