Codex srl è nata nel 1995 e oggi agisce su tutto il territorio nazionale

Codex srl è nata nel 1995 e oggi agisce su tutto il territorio nazionale

Costruire filiere responsabili. La sfida di Codex, fra controlli di qualità e tutela ambientale

È nata 25 anni fa dall’impegno congiunto di Demeter Italia e Coordinamento siciliano agricoltura biologica. Il nostro viaggio fra gli organismi di controllo prosegue con Francesco D’Agosta, direttore generale dell’azienda oggi presente su tutto il territorio nazionale

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Codex è un organismo di controllo e certificazione del biologico nato nel 1995 da due associazioni, la Demeter Associazione Italia e il Coordinamento siciliano agricoltura biologica. Ce ne racconta la storia Francesco D’Agosta, il Direttore generale che ha vissuto fin dalla sua genesi tutti i passaggi di questo organismo che ha la sua sede a Scordia, un comune della città metropolitana di Catania.

 

Francesco D'Agosta è il Direttore generale di Codex srl
Francesco D’Agosta è il Direttore generale di Codex srl

 

Per quale motivo è stato creato Codex?
Fino a metà degli anni ‘90 Demeter, oltre alle attività di controllo e certificazione per l’agricoltura biodinamica, era anche riconosciuta a livello ministeriale come organismo di controllo in agricoltura biologica. In quel periodo Demeter e Coordinamento siciliano agricoltura biologica decisero di costituire un nuovo organismo, Codex, per il quale richiesero il riconoscimento al Ministero come organismo di controllo e certificazione per il biologico e, dal gennaio del 1997, Demeter cessò le sue attività nel biologico per lasciare spazio a questo nuovo ente di certificazione.

Tra gli obiettivi c’era quello di avere un marchio di servizio indipendente dalle due associazioni.

Allora il Coordinamento raggruppava tutte le anime del biologico in Sicilia e aveva un proprio marchio di qualità con un disciplinare che era più restrittivo rispetto al vecchio regolamento comunitario sul biologico del ‘91 mentre Demeter aveva, e ha tuttora, i suoi disciplinari internazionali relativi alla certificazione biodinamica. Si ritenne necessario quindi creare un nuovo marchio di qualità che garantisse il controllo e certificasse il biologico in conformità al regolamento europeo.

L’organismo è ancora di proprietà delle due associazioni?
No, nel 2001, quando presi in mano la direzione generale di Codex, il consiglio direttivo di Demeter decise di cedere al Coordinamento siciliano le sue quote. Quest’ultimo è stato l’unico socio fino al 2016 quando le quote sono state rilevate da due privati che oggi ne detengono il 50% ciascuno.

Codex opera in tutta Italia o concentra le sue attività in Sicilia?
Codex è un organismo di controllo e certificazione che svolge la sua attività in tutta Italia grazie al lavoro di oltre cinquanta ispettori. Oltre alla sede di Scordia ha degli uffici periferici in Calabria, Puglia, Basilicata, Emilia-Romagna e Veneto e, dove non abbiamo delle sedi locali, abbiamo dei referenti regionali che coprono tutto il territorio nazionale. Il nostro obiettivo di medio termine è di sviluppare il nostro mercato nel nord Italia.

Di quali certificazioni vi occupate e quante sono le aziende agricole da voi controllate?
Oltre al biologico comunitario certifichiamo anche la produzione integrata, il sistema integrato di etichettatura delle carni bovine in conformità al Regolamento Ce 1760/2000, la rintracciabilità di filiera con la Iso 22.005, il Globalg.a.p., lo standard internazionale che attesta le buone pratiche agricole e, per Demeter, effettuiamo le visite ispettive per il biodinamico. Anche se la maggior parte sono aziende agricole controlliamo e certifichiamo anche il settore della detergenza. Globalmente certifichiamo circa 2200 aziende che variano dalle piccole o piccolissime a quelle molto grandi.

 

Visita il sito web di Codex

 

Nella homepage del vostro sito internet si trovano molte informazioni tecniche inclusa la vostra politica della qualità e i tariffari per la certificazione bio. Quali motivi vi hanno spinto ad una scelta di questo tipo?
L’accreditamento in conformità alla norma ISO 17.065 fatta da Accredia, l’Ente Italiano di Accreditamento, richiede agli enti di dotarsi di una politica di qualità e di darne evidenza. Noi in ottica di una massima trasparenza abbiamo deciso non solo di inviarla ai nostri clienti ma anche di pubblicarla sul sito. La stessa cosa vale per il tariffario sul biologico, una volta approvato dal Ministero. I nostri clienti lo ricevono in allegato al contratto e sono tenuti a sottoscriverlo per accettazione.

Codex si è sempre distinta per serietà e trasparenza. A volte ci accusano di essere troppo pignoli, ma per noi questo non è un difetto ma un vanto.

Noi abbiamo il compito di verificare che tutto il sistema sia conforme alla normativa e quindi la certificazione non è altro che il frutto, il prodotto finale, il risultato del processo di controllo. Questo deve essere più rigoroso, obiettivo e trasparente possibile per garantire che i prodotti che arrivano al mercato abbiano la qualità richiesta.

In passato ci sono stati degli scandali su aziende che immettevano sul mercato prodotti biologici che in realtà non lo erano. Nella vostra esperienza vi siete mai imbattuti in queste truffe?
Questi scandali vengono fuori soprattutto grazie al controllo della Guardia di Finanza e dell’Ispettorato Centrale della Repressione Frodi. Generalmente le truffe non avvengono durante la produzione ma in fase di trasformazione e commercializzazione anche se poi il danno all’immagine coinvolge tutta la filiera. Fortunatamente questi scandali sono sempre meno frequenti.

Quali sono le principali sfide che oggi si trova ad affrontare una azienda certificata biologica?
Io credo che le aziende biologiche debbano sempre più comprendere la loro responsabilità nei confronti dell’ambiente. Entrare nel sistema biologico solo perché ci sono i finanziamenti o perché è il mercato “tira” non è sufficiente. È fondamentale che gli agricoltori abbiano la consapevolezza del proprio ruolo e della propria responsabilità nella salvaguardia degli ecosistemi, nella tutela della biodiversità oltre a garantire prodotti che fanno bene alla salute di chi li consuma. Questa è la cultura del biologico che deve diffondersi, oggi più che mai.

Scrive per noi

Carlotta Iarrapino
Carlotta Iarrapino
Analista, facilitatrice, comunicatrice e ambientalista. Laureata in economia a Firenze con master in Ambiente alla Scuola Sant’Anna di Pisa, svolge l’attività di consulenza dal 2000. È tra le fondatrici, nel 2008 di Contesti e Cambiamenti. Organizzazione, comunicazione e partecipazione le sue aree di intervento. È curatrice di BiodinamicaNews, la newsletter dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica.

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