Carlo Triarico

Carlo Triarico, presidente dell'Associazione per l'agricoltura biodinamica

Lo scorso 8 gennaio la trasmissione satirica “Striscia la notizia” di Canale 5 ha trasmesso un servizio sull’azienda biodinamica Sekem, che nel deserto egiziano combatte la desertificazione dando lavoro, cibo e assistenza sanitaria a decine di migliaia di persone.

Alcuni esponenti dell’agricoltura delle multinazionali hanno reagito al servizio. Il sito Butac.it (sigla che sta per “bufale un tanto a chilo”) ha fatto propri gli attacchi alla trasmissione in cui si descrive una delle più importanti aziende biodinamiche, l’egiziana Sekem. L’azienda peraltro è pluripremiata a livello internazionale per gli alti meriti agronomici e sociali. È riuscita, infatti, a rendere fertili 20mila ettari di deserto egiziano e sfamare la popolazione di una regione tra le più povere, applicando il metodo biodinamico. Il fatto è rimarchevole, considerando che l’agricoltura delle multinazionali sta, al contrario, desertificando ampie regioni del pianeta, sottraendo cibo alle popolazioni più povere per portarlo sui mercati delle speculazioni finanziarie e sta perpetuando lo sterminio per fame nel mondo. Insomma un caso esemplare quello della biodinamica Sekem, che dà sicuramente fastidio.

Guarda il servizio di Striscia la Notizia

La trasmissione di “Striscia la notizia” ha dato veramente fastidio a chi vorrebbe inscenare una rappresentazione conciliante col modello agroalimentare della bisca speculativa, poiché ha mostrato l’efficacia delle coltivazione biodinamica, il suo alto grado di specializzazione, i laboratori scientifici di Sekem, i corsi universitari di agricoltura biodinamica e così ha sfatato la vulgata ingannevole diffusa dagli interessi lobbistici, secondo cui biologico e biodinamico sarebbero antiscientifici e «una favola bella e impossibile” (per citare una celebre espressione della senatrice Cattaneo). Sono diverse invece le università che al mondo fanno ricerca e formazione in agricoltura biologica e biodinamica. Presso Sekem, per esempio, si tengono i corsi di laurea in biodinamica dell’università egiziana Heliopolis. Altro che antiscienza.

Il sito Butac ha intrapreso da tempo una campagna ingannevole contro l’agricoltura biologica e biodinamica, attraverso reiterate menzogne e gravi falsificazioni. Metodo non nuovo, con cui si combatte chi vuole liberare gli agricoltori dalla dipendenza delle commodity agricole.

Lo stesso era avvenuto con una trasmissione gestita dall’Associazione Luca Coscioni su Radio Radicale, in cui s’intervistava un personaggio come Enrico Bucci e con cui si ripetevano le solite notizie non veritiere sull’agricoltura biodinamica. Notizie a cui ho replicato nella mia trasmissione del lunedì, sempre su Radio Radicale, “Agricoltura? Parliamone”, grazie a cui non si può più dire che non si sappia che tali notizie non corrispondono al vero.

La comunità Sekem, in Egitto
Nella comunità di Sekem si realizzano anche attività culturali e educative ispirate alla pedagogia Waldorf

Il problema sorge però quando, ingannato dalla disinformazione, qualcuno dà credito e spazio a tali voci scorrette. Chi lo fa acriticamente non fa informazione, ma legittima come attendibili le notizie palesemente ingannevoli e se ne fa complice. Riguardo all’agricoltura biologica Butac “informa”, per esempio, che «tra bio e non bio la differenza è praticamente inesistente» e che la biodinamica «è solo l’ennesimo sistema per spillarvi soldi in più per comperare le stesse identiche cose di prima». È un pallino delle multinazionali screditare l’agricoltura biologica, ripetere che tanto è tutto inquinato, che tanto tutti usano la chimica, che tanto i prodotti non sono migliori, che tanto tutti rubano e quindi nessuno ruba. Morale della favola: bisogna arrendersi al coordinato disposto dell’ingiustizia.

L’azione di Butac è solo una delle tessere di un’opera di disinformazione, di “bufale”, per riprendere la sigla del sito in questione. L’agricoltura biologica, infatti, è ben distinta e definita dalla legislazione nazionale e comunitaria e obbliga a processi di produzione più restrittivi, che portano a prodotti merceologicamente differenziati, che come tali sono contrassegnati al consumo. Basti solo citare il divieto di usare le centinaia di principi chimici dannosi presenti nei pesticidi di sintesi, per evidenziare una palese differenza.

Chi nega tale differenza, non informa correttamente. La differenza è però ben compresa dai consumatori, che sempre più s’indirizzano verso la bioagricoltura, provocando la reazione preoccupata del lobbismo delle multinazionali.

Ibrahim Abouleish riceve il  Global  Thinkers Forum Awards (Atene, 2013) 

 

Quando poi s’incontra il caso di Sekem, dove un’intera regione risorge, recupera la vita economica con la solidarietà, allora la verità intuita diventa esempio, può ispirare altri agricoltori, svegliare i cittadini dall’inganno.

L’agricoltura biodinamica è anch’essa riconosciuta dalla legislazione nazionale e comunitaria come uno specifico dell’agricoltura biologica e prevede disciplinari ancora più restrittivi. Anche nell’attaccare la biodinamica Butac fa disinformazione. La più grave bufala è l’aggiunta arbitraria della lettera “R” di “registrato” che il sito inserisce quando cita la parola biodinamica. “R” con cui s’induce il lettore a credere che il termine “biodinamica” sia di proprietà privata registrata. Tale “R” si trova solo nei documenti di coloro che intendono dileggiare la biodinamica. È un marchio di fabbrica, sì, ma del discredito intentato in Italia dal lobbismo multinazionale. Su nessun documento ufficiale o prodotto biodinamico, infatti, si troverà tale “R”, proprio perché è un’invenzione contro questo metodo agricolo.

Seguite la “R” e troverete, in un lungo filo rosso, chi c’è dietro a questo sistema di discredito mirato.

Nello stesso sito si afferma che Demeter, che è un’associazione di agricoltori senza fine di lucro per la difesa della qualità agricola biodinamica, sia invece una ditta, appunto sarebbe la proprietaria della parola registrata. Queste false premesse condizionano l’intera disposizione del lettore a credere che la biodinamica voglia “spillarvi i soldi”, come afferma il sito. Su questo s’imbastisce una sequenza d’illazioni e manomissioni. Si afferma che la biodinamica «è un insieme di pratiche esoteriche, unite all’astrologia e all’omeopatia, e all’olistica». Ciò è falso. In realtà i disciplinari biodinamici di produzione contengono solo pratiche e mezzi tecnici previsti e ammessi dai regolamenti europei del biologico e chiaramente sono sottoposte a controlli delle autorità sanitarie.

A nessun agricoltore o consumatore la biodinamica propina sotto banco una pratica magica o un prodotto ottenuto con pratiche non trasparenti. Le differenze dei disciplinari biodinamici sono restrittive, cioè si usano meno prodotti di quanto lecito in agricoltura biologica e per esempio si è tenuti all’economia circolare, al rispetto della biodiversità e al riciclo della sostanza organica.

 

Rudolf Steiner, il fondatore dell'antroposofia
Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia, alla base della biodinamica

Segue poi, immancabile, l’attacco al fondatore della biodinamica, Rudolf Steiner, usando una frase tagliata ad arte da una sua conferenza del ‘24 non rivista dall’autore, tenuta agli operai che avrebbero dovuto applicare le prime sperimentazioni in campo. Nella stessa Steiner affermava trattarsi d’indicazioni di ricerca non divulgabili fuori contesto e da applicare solo a seguito di validazione sperimentale e infatti la pratica non compare nei disciplinari biodinamici di produzione. Naturalmente Butac e amici si guardano bene dal dirlo. Anzi, fanno credere l’opposto.

Peggio va per Sekem, l’azienda a vocazione sociale che con la biodinamica ha reso fertile il deserto in Egitto e che è stata descritta dalla trasmissione “Striscia la notizia” di Canale 5. Non potendo smentire le circostanze correttamente narrate, si scredita Sekem mettendo in dubbio subdolamente la sua attività filantropica, citando le realtà economiche come fossero sospette. Si tratta, infatti, di un’impresa agricola, ovviamente. Sì, si può fare impresa e avere una forte vocazione umanitaria e solidale.

Sekem è infatti un fiore all’occhiello dell’agricoltura in Egitto, assicura assistenza sanitaria gratuita agli abitanti della regione e dà lavoro a circa 12mila persone.

Chi volesse conoscere questa realtà virtuosa e non cascare nelle bufale può leggere il libro del suo fondatore, Ibrahim Abouleish, intitolato “Sekem. Un’iniziativa biodinamica cambia il volto del deserto egiziano” (Milano. Ed Antroposofica, 2007).

Infine il discredito della biodinamica avviene anche sui convegni di agricoltura biodinamica che si tengono presso università italiane ed estere. Butac, racconta che il rettore della Bocconi, che collaborò con l’Associazione per l’agricoltura biodinamica per ben due convegni scientifici, assicurò al “Foglio”, che conduceva una campagna contro la biodinamica e attaccava per questo la Bocconi, che non avrebbe ospitato altri convegni di biodinamica. La cosa era già prevista dagli organizzatori, ma tale risposta al giornalista del “Foglio”, fu venduta come una conferma delle critiche inserendo un titolo forzato che parlava di stregoneria, messo in bocca al rettore (un malcostume della stampa in Italia). Il titolo del “Foglio” ovviamente viene ripreso da Butac. Quella risposta, però, non divenne mai una posizione ufficiale dell’Università Bocconi. La rassicurazione che non sarebbero stati organizzati in Bocconi altri convegni di biodinamica era peraltro la comprensibile reazione al clima offensivo e di discredito intentato dal “Foglio” che incalzava la Bocconi, clima che in genere inscena il lobbismo delle multinazionali contro chi si occupa di bioagricoltura e che in questo caso colpisce anche “Striscia la notizia”, che ha osato raccontare una realtà storica per quello che è. Ovviamente i convegni di Agricoltura biodinamica continuano a svolgersi presso università italiane ed estere e vedono la partecipazione di scienziati da diverse Università, istituti di ricerca e agenzie internazionali.

Guarda l’intervento della professoressa Claudia Sorlini
al 35° Convegno internazionale di biodinamica (Milano, 2018) 

La professoressa Claudia Sorlini durante il 35° Convegno di biodinamica a Milano nel 2018

Infine (e lì si capisce verso quale modello produttivo si voglia parare) il sito attacca come antiscientifici biologico e biodinamico perché non vogliono usare pesticidi, concimi chimici e semi Ogm delle multinazionali. La normativa, infatti, vieta l’uso dei pesticidi di sintesi e degli Ogm in bioagricoltura e li limita fortemente in Europa in genere, vincolandoli giustamente al principio di precauzione, cosa che non avviene solo per gli Ogm ma per tutte le sementi non accertate come sicure.

Butac afferma che Sekem sia antiscientifica perché fa biodinamica e perché rinuncia agli Ogm e li giudica pericolosi per la salute.

In realtà il sospetto di pericolosità degli Ogm per la salute non può esser definito antiscientifico, quantomeno perché è opinione condivisa da diversi scienziati.

Per esempio David Schubert, scienziato del Salk Institute for Biological Studies (Usa) e Michael Antoniou del King’s College di Londra, dichiarano al termine dei loro studi sul Golden Rice, uno dei più celebri semi ogm, che «pone un serio rischio per la salute a coloro che lo consumano». I due scienziati continuano: «Non ci sono stati studi o, più rilevante, test di lungo termine sulla salubrità sugli animali di laboratorio e questo dovrà essere fatto per diverse generazioni nei topi per determinare se esso causa difetti alla nascita, cosa che noi consideriamo una seria possibilità».

Del resto anche la Food and Drugs Administration ha preso le distanze dal riso Ogm in questione stigmatizzando i livelli di betacarotene nei semi Ogm Golden Rice troppo bassi e quindi inadatti a garantire un contenuto nutrizionale adeguato. A fare disinformazione chi sarebbe allora? La scienza, l’amministrazione Usa, Sekem e “Striscia la notizia”?

La retorica ingannevole che fa credere che chi non sposa l’agricoltura delle multinazionali sia un nemico della scienza è uno degli strumenti di propaganda più comuni dell’agricoltura che vuole perpetrare la dipendenza del contadino contro la sua libertà.

In realtà oggi lo scontro in atto non è tra scienza e antiscienza, come cercano di far credere coloro che pretendono di parlare in nome della libertà e del diritto alla scienza, ma tra scienza di regime e scienza indipendente, tra libertà e oscurantismo. È una lotta per la libertà. L’agricoltura biologica e biodinamica e gli agricoltori collaborano per questo con le istituzioni scientifiche. L’azione costante di mettere in difficoltà chi tra gli scienziati e gli agricoltori si sottrae agli interessi dei poteri forti dell’agroalimentare va stigmatizzata ed è compito della società civile difendere gli agricoltori che operano nella legalità dagli attacchi che subiscono. Si tratta di una caccia alle streghe inaccettabile ai nostri giorni che occorre indicare per quello che è, intolleranza e interessata menzogna a difesa di un sistema agroalimentare fallimentare.

Il Golden Rice a confronto con il riso bianco (Fonte: Wikipedia)
Il Golden Rice a confronto con il riso bianco (Fonte: Wikipedia)

Ancora in un successivo convegno di agricoltura biodinamica tenutosi in collaborazione col Politecnico di Milano, un gruppo di accademici della Statale, sottoscrisse un documento contrario e il sito Butac lo ricorda per far credere che la comunità scientifica sia contro. Omette, e comprendiamo perché, di ricordare che questo documento fu stigmatizzato da decine di professori universitari italiani tramite un documento dei ricercatori italiani di diverse università a favore del convegno e contro la posizione dei loro colleghi milanesi più oscurantisti e che la prima firmataria fu Claudia Sorlini, la storica preside di Agraria della Statale, presidente del Comitato scientifico di Expo, che peraltro è intervenuta diverse volte, con relazioni scientifiche, ai convegni di agricoltura biodinamica.

Insomma lo scenario è del tutto diverso da quello che vuol lasciare intendere la dialettica dell’oscurantismo tacciando di pseudoscienza chi non si arrende al modello predatorio di sviluppo dell’agroalimentare.

Alcune immagini del Convegno internazionale di biodinamica a Milano, nel novembre 2018

 Chi vuole farsi un’idea di prima mano per decidere cosa sia vero e cosa sia falso di tutta questa faccenda potrà partecipare al 36° Convegno internazionale di Agricoltura biodinamica, che si terrà a Firenze dal 27 al 29 febbraio e dove relazioneranno, come sempre, scienziati, docenti da diverse università, i rappresentanti delle principali organizzazioni del biologico e dell’ambientalismo e tanti agricoltori liberi da diversi paesi. Ai convegni sono sempre invitati i detrattori perché avviino un confronto scientifico con gli scienziati e gli agricoltori, ma non hanno mai accettato il dialogo, preferendo diffondere le informazioni scorrette in contesti nei quali manchi un contraddittorio.

Bioagenda

36° Convegno Internazionale di Agricoltura Biodinamica

A Firenze, dal 27 al 29 febbraio 2020, si terrà il 36° Convegno internazionale di...

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Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria
Firenze, Italia
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Venerdì 28 febbraio, seconda giornata Convegno Biodinamica, DISEI UNIFI

Venerdì 28 febbraio presso il DISEI, Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università degli...

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DISEI, Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università degli Studi di Firenze, via delle Pandette 32
Firenze, Italia
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Sabato 29 febbraio, il Convegno di Biodinamica all’Azienda Agricola Sperimentale di Montepaldi (UNIFI)

La terza giornata del Convegno Internazionale dell’Associazione per l'Agricoltura Biodinamica si svolgerà, il 29 febbraio...

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Azienda Agricola Sperimentale di Montepaldi, UNIFI, Via Montepaldi 12
San Casciano Val di Pesa (FI), Italia
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Carlo Triarico
Carlo Triarico
Carlo Triarico, storico della scienza, presiede l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica. È vicepresidente di Federbio e direttore dell’Istituto Apab, istituto di formazione riconosciuto. È membro del “Comitato permanente ricerca in agricoltura biologica e biodinamica” del Ministero dell’Agricoltura, editorialista per l’Osservatore Romano e conduttore della rubrica settimanale “Agricoltura? Parliamone” su Radio Radicale. Svolge un’intensa attività di volontariato, divulgazione e insegnamento.
Contatto: Carlo Triarico

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