Olivicoltura

  • Questo topic ha 19 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 2 settimane, 4 giorni fa da AvatarDomenico Genovesi.
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    • #1961 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Moderatore

      Da oggi si apre la comunità di “pratica” su l’olivicoltura biodinamica.
      Tutti gli interessati possono partecipare con contributi e domande.
      Inizio con il dare alcuni spunti:
      Marzo aprile momento intenso di attività poature, trattamenti con i preparati da spruzzo, pulizia di siepi, sistemazione dei paddok di pascolamento lavorazione del terreno…

    • #2178 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Ospite

      aggiornamento delle attività 22 e 23 aprile finalmente piove, effettuati in azienda n. 5 interventi con il cornoletame e si stanno effettuando trinciature e rotazione degli animali nei paddik.
      La stagione si presenta sotto i migliori auspici almeno qui nella Sabina, siamo nella fase di distenzione delle mignole.
      Bisogna prepararsi ad effettuare interventi tempestivi con il cornosilice.
      A presto

    • #2218 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Moderatore

      Il 501 è un strumento molto potente per stimolare la giusta crescita delle piante.
      Il momento giusto di intervenire con il cornosilice nell’oliveto è alla piena ripresa vegetativa e prima dell’antesi.
      Ma bisogna prestare attenzione a diversi dettagli in particolare all’evoluzione del terreno, al suo tenore di humus, all’uso intensivo del cornoletame ed alla buona dotazione di acqua nel terreno.
      il 501 non va usato in caso carenza d’acqua.
      Rischiamo di mettere in stress idrico.

      Se la situazione dell’oliveto è a posto il 501 è un acceleratore della salute della pianta e del suo equilibrio.

    • #2224 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Moderatore

      Per la gestione in vivaio se il vivaio è certificato biologico ed usa matrici e compost idoneo già questa è una buona partenza.
      Sicuramente sarebbe possibile effettuare trattamenti sia con il cornoletame che con il cornosilice in vivaio…. dipende se il vivaio ha competenze ed attrezzature idonee.
      Ma in generale è più semplice ed importante occuparsi della corretta preparazione del terreno dove le piante andranno ad essere messe a dimora.
      Preparare il suolo con una ripuntatura profonda, eventuali sistemazioni e drenaggi per garantire lo scolo delle acque, fare un corretto campionamento ed analisi del suolo per conoscere bene il sito su cui si sta lavorando e se la piovosità del luogo lo consente si può fare anche un sovescio che andrà studiato in base alle caratteristiche del suolo per scegliere le essenze più adatte e sul sovescio usare i preparati da spruzzo.
      Un’attenzione particolare va posta nello studio dei luoghi, se si è scelta una varietà locale adattata al territorio va verificata se la stessa è autofertile o ha necessità di impollinatori magari presenti ancora come “selvatici”o piante “strane nel comprensorio.

    • #2508 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Moderatore

      Finalmente sono arrivate piogge consistenti, le olive sono allegate, le piante hanno ripreso in pieno il vigore vegetativo, ora è il momento magico per intervenire con il 501 cornosilice, conviene fare due o tre trattamenti ad intervalli settimanali fino a fine mese ed interrompere all’arrivo dei primi calori estivi.

    • #2628 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Moderatore

      Qui nel Lazio non sono ancora segnalate presenze di cimice asiatica su Olivo.
      In Emilia Romagna e nelle altre regioni del nord è in atto il lancio della vespa samurai predatore specifico della cimice asiatica.

      Cmq nel caso si volessero proteggere le colture (non solo olivo) dalla cimice posso consigliare il metodo

      Tratter: macerare in 100 ml di acquavite per un ciclo lunare (28 gg) circa 50 insetti.

      Così si ottiene la tintura madre. con la D 8 centesimale dinamizzata e spruzzata sulle piante con l’atomizzatore si possono tenere lontani gli insetti.

      In caso di pioggia il trattamento va ripetuto, io lo uso anche per la mosca delle olive

    • #2630 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Moderatore

      Il metodo Tratter prevede la diluizione 8° centesimale.

      Finora lo si è fatto per Carpocapsa, la bactrocera e la varroa destructor.

      Non mi risultano studi o ricerche strutturate a livello di Universitario.

      Quello che posso affermare è che diversi agricoltori l’hanno sperimentata e che se fatta con la dovuta precisione funziona.

      Per la mosca dell’olivo però io nella mia azienda metto in atto azioni diversificate per il controllo.

      Per semplificare al massimo: conservazione della massima biodiversità possibile, uso del cornosilice in post allegagione e a settembre, monitoraggio delle temperature e dell’infestazione, trattamento con la 8° centesimale e raccolta precoce e totale dei frutti (invaiatura).negli ultimi 10 anni questo schema ha sempre funzionato.
      Solo per due volte e in due anni diversi e molto critici siamo stati costretti ad intervenire con lo spinosad.

      Alleati importantissimi sono: Ragni, Uccelli e microchirotteri, l’importante è creare le condizioni propizie perché possano prosperare.

      • #2631 Rispondi
        AvatarMichele Morten
        Partecipante

        Dalle esperienze di campo, il trattamento isopatico effettuato per contenere la Bactrocera come va posizionato?

        • #2637 Rispondi
          AvatarDomenico Genovesi
          Moderatore

          A partire da inizio metà agosto monitorando temperature piogge ed infestazioni è opportuno iniziare i trattamenti usando l’atomizzatore del cornosilice e ripetendo i trattamenti in caso di piogge intense dilavanti.
          in italia centrale se le temperature sono stabilmente superiori ai 32 /34 gradi la mosca è bloccata. invece se iniziano i temporali e si abbassano le temperature bisogna intervenire e cercare di posizionare i trattamenti in finestre più ampie possibili rispetto alle piogge.
          Se ai primi di ottobre inizio invaiatura si procede rapidamente alla raccolta i trattamenti necessari si riducono ad 1 o 2 magari intercalati con un trattamento di cornosilice.

    • #2207 Rispondi
      AvatarStefano Peracino
      Ospite

      Preparato 501: si stanno formando le mignole, gli olivi si preparano alla fioritura. Io sto sul Montalbano e chiedo consiglio su quando è più indicato distribuire il 501 in relazione allo stadio fenologico della pianta

    • #2219 Rispondi
      AvatarDonato Domenico Silveri
      Ospite

      Buongiorno, ho appena chiesto l’iscrizione alla Comunità di pratica.
      La mia azienda è biologica da molti anni, ho avuto molti contatti con il mondo biodinamico, frequentato vari corsi ad ho avuto anche alcune esperienze di visite e contatti all’estero.
      Sto per impiantare un oliveto con una varietà autoctona nell’Abruzzo montuoso. Si tratta di un olivo ritrovato in quota, a circa 800 m slm, certamente antecedente al prosciugamento del Lago Fucino, in una vallata laterale all’attuale piana.
      Attualmente le piantine sono in accrescimento nel vivaio che le sta moltiplicando e mi sto chiedendo come poterle avviare verso la biodinamica sin da ora, se è possibile effettuare trattamenti in vasetto e come predisporre il terreno al meglio, soprattutto quali sovesci seminare ora (virus permettendo).
      Ringrazio per le indicazione che potrete inviare.
      Saluti.
      D. Silveri

    • #2624 Rispondi
      AvatarMichele Morten
      Partecipante

      Qualcuno di voi ha già rilevato la presenza di cimice asiatica sugli olivi?
      Per allontanare gli adulti dalle piante quale preparato biodinamico efficacie è consigliato?
      Grazie dei consigli e buon lavoro!
      Michele

    • #2629 Rispondi
      AvatarMichele Morten
      Partecipante

      Buongiorno Domenico,
      nel ringraziarti per la puntuale risposta, ti volevo chiedere di chiarire meglio se la tintura madre dell’insetto va diluita omeopaticamente con la potenza decimale o centesimale, perchè la D 8 è la diluizione decimale.
      Inoltre sono interessato a conoscere i risultati della difesa dalla Bactrocera oleae con questo sistema. Ci sono prove di campo con dei dati?

    • #3114 Rispondi
      AvatarMichele Morten
      Partecipante

      Qualcuno di voi rileva nel proprio oliveto una cascola verde di olive anomala? da cosa è causata?
      In questo caso, cosa è consigliato fare?
      Vi ringrazio fin d’ora per i consigli che scriverete.

    • #3121 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Moderatore

      Nei miei oliveti si sta verificando in piccola parte un disseccamento di alcune olivine dovuto alle alte temperature. Ma interessa solo le drupe che per qualche motivo non sono correttamente alimentate dalla linfa.
      La cascola da tignoletta ( 3° generazione carpofaga) avverrà nell’ambiente dell’italia centrale nella prima decade di agosto.
      Per il momento non ci sono cascole anomale…. anche venerdì scorso c’è stata una tromba d’aria con grandine… Cascola del 20%.

    • #3147 Rispondi
      AvatarMichele
      Ospite

      Cosa si intende per “olive non correttamente alimentate dalla linfa”?.
      Grazie!

    • #3205 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Moderatore

      Durante la fioritura l’impollinazione, che avviene con il vento, può avvenire che il polline non sia compatibile e vitale, per cui magari è sufficiente a far sviluppare l’olivina ma poi la mandorla (seme) non si sviluppa bene e la vascolarizzazione del frutto ed in caso di stress idrico o a prescindere da questo il frutto secca e cade.
      La cascola da Prais (tignoletta) a fine luglio primi di agosto, invece, deriva dalla fuoriuscita del bruco all’altezza del picciolo perché è in quel punto che dopo l’indurimento del nocciolo riesce a scavare la galleria.

    • #3244 Rispondi
      AvatarMichele
      Ospite

      In agricoltura biologica per favorire la fertilità del polline può essere utilizzato un concime fogliare che contenga Boro…
      In agricoltura biodinamica per favorire il processo di fecondazione del polline e per limitare i problemi di vascolarizzazione della drupa, cosa si può impiegare?
      Grazie e buona giornata!
      Michele

    • #3256 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Moderatore

      Il problema non è approcciabile in questo modo. va correttamente progettato l’oliveto con varietà che si possono impollinare a vicenda, poi in biodinamica , per tutte le colture, va curata in modo maniacale la fertilità del suolo con sovesci e preparati, se dopo aver fatto ciò ancora qualcosa non funziona si possono usare zeoliti, argille , basalto ecc. per rifornire i suolo di eventuali carenze.
      Bisogna costruire un organismo agricolo armonico.

    • #3583 Rispondi
      AvatarDomenico Genovesi
      Ospite

      Attualmente le temperature elevate ed il clima asciutto costituiscono un formidabile fattore limitante per la mosca olearia principale insetto targhet di questa coltura.
      ma dalla prima settimana di agosto andrà costantemente monitorato l’andamento climatico perché in caso di piogge e di abbassamento termico le olive possono essere soggette ad attacco.
      In biologico ed ancora di più in biodinamica l’obbiettivo deve essere la prevenzione perché non si ha la possibilità di intervenire con pesticidi quando il frutto è stato attaccato.
      Per cui i lavori in oliveto devono proseguire con la potatura verde rimuovendo rametti secchi arrognati e succhioni, pulire con il decespugliatore rovi ed altre infestanti, va rispettata la presenza di inula viscosa che va lasciata andare a fiore per consentire lo svernamento dell’Opius Concolor principale parassitoide della mosca olearia.

      In biodinamica non è consigliabile usare il rame dopo la potatura verde per la sua azione battericida sul terreno. E’ meglio usare il caolino che è una argilla a pH alcalino, la potenza omeomatica C8 di Tintura madre di mosca e solo se costretti dal particolare andamento climatico esca proteica additivata con Spinosina (spinosad).
      Un’ottima azione contenitiva della mosca è anche la raccolta precoce e totale all’invaiatura che non consente alla mosca di completare lo sviluppo e tra l’altro fa produrre dell’ottimo olio.

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