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Farm to fork, il d-day nella Giornata mondiale delle api

La Commissione Ue presenta, dopo gli slittamenti dei mesi scorsi, la strategia per l’agricoltura sostenibile. Proprio nel giorno in cui si celebra la ricorrenza Onu per i preziosi impollinatori minacciati da pesticidi e cambiamento climatico. Una campagna per tutelarle

D’accordo, è soltanto una coincidenza. Ma di quelle che fanno riflettere. Oggi la Commissione Ue presenterà ufficialmente, dopo gli slittamenti del 25 marzo e del 29 aprile, entrambi a causa dell’emergenza coronavirus, la strategia “Farm to fork”: il capitolo del “Green deal europeo” che punta a raggiungere entro il 2030, secondo la bozza anticipata qualche settimana fa da Euroactive, il 30% di biologico sulla superficie agricola europea, ridurre del 50% l’utilizzo dei pesticidi e destinare il 10% delle aree agricole a infrastrutture verdi per la conservazione degli ecosistemi. L’appuntamento, attesissimo dal mondo del biologico e dagli ambientalisti (vedi il video qui sopra), è stato confermato ieri con un tweet dal profilo ufficiale della Direzione generale per la Sicurezza alimentare e salute (Sante): «Tomorrow is the day», si legge.

 

 

Ma un rinvio dopo l’altro la presentazione è andata a cadere proprio sul 20 maggio, la “Giornata mondiale delle api”, gli impollinatori per eccellenza che proprio un’agricoltura ad alto impatto, insieme al cambiamento climatico, mette fortemente a rischio. Alle bottinatrici si deve, infatti, uno dei servizi ecosistemici di base visto che su scala globale, secondo l’Iucn, dalle api domestiche e selvatiche dipende almeno il 70% della fecondazione di tutte le specie vegetali, tanto da garantire circa il 35% della produzione mondiale di cibo.  

 

Un’ape durante la bottinatura (Foto di Lolame da Pixabay)

Proprio loro, gli apoidei, pagano un prezzo altissimo alla diffusione dei pesticidi (in particolar modo dei neonicotinoidi che ne inibiscono l’orientamento e la riproduzione), alla perdita del suolo agricolo e alla diffusione delle monocolture che riducono la presenza di fiori. Così il 40% delle varietà d’invertebrati che provvedono al trasporto del polline, in larga parte api e farfalle, rischia di scomparire. In particolare in Europa, sempre secondo l’Iucn, il 9,2% delle specie di api è minacciata di estinzione.

 

Maria Grazia Mammuccini è la presidente di Federbio
Maria Grazia Mammuccini è la presidente di Federbio

Un allarme rilanciato, nelle scorse ore, anche da Federbio:

«Negli ultimi cinque anni abbiamo perso 200mila alveari – ha ricordato la presidente, Maria Grazia Mammuccini – Le molteplici crisi che stiamo attraversando a livello globale, da quella ambientale e climatica a quella sanitaria, sono facce della stessa medaglia, conseguenza in gran parte del nostro impatto sugli ecosistemi naturali. Per questo anche in agricoltura è urgente puntare al recupero degli ecosistemi e a superare un modello intensivo basato sull’uso dei pesticidi che mettono a rischio la sopravvivenza delle api e di tante altre specie. È questa la sfida principale per il futuro».

Quella di oggi, insomma, è una giornata è cruciale per i destini del modello agricolo europeo che incide anche su questo fattore di base della biodiversità e della catena trofica, le api, cui le Nazioni Unite dedicano dal 2017 la giornata del 20 maggio, quella in cui nel 1734 nacque lo sloveno Anton Janša, fra i pionieri dell’apicoltura moderna e pittore che esprimeva il proprio talento proprio dipingendo le arnie.

 

Un ritratto su francobollo di Anton Janša, il pioniere dell'apicoltura moderna (Fonte: Wikipedia)
Anton Janša, il pioniere dell’apicoltura moderna (Fonte: Wikipedia)

Vi invitiamo perciò a seguire la conferenza stampa di presentazione da Bruxelles della strategia “Farm to fork”: in alto su questa pagina trovate l’introduzione di Frans Timmermans (Primo vicepresidente della Commissione europea) e di seguito i video con gli interventi Stella Kyriakides (Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare ) e Virginijus Sinkevičius (Commissario europeo per l’ambiente).

 

Guarda l’intervento di Stella Kyriakides  

 

Guarda l’intervento di Virginijus Sinkevičius 

 

Guarda le domande dei giornalisti

 

Rappresenta il punto di partenza, non la conclusione, di un percorso intorno al quale non mancano le pressioni di chi continua a guardare, anche in Italia, verso il modello convenzionale. E la salvaguardia delle api rappresenta un momento determinante di questa battaglia. Per questo è stata lanciata in tutti i paesi membri “Save Bees and Farmers! Verso un’agricoltura favorevole alle api per un ambiente sano”: l’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) che chiede di eliminare completamente i pesticidi di sintesi dai campi entro il 2035, ripristinare gli ecosistemi naturali nelle aree agricole e puntare sulla bioagricoltura a tutela della biodiversità. Per aggiungere la propria firma alle oltre 330mila già raccolte basta andare su www.savebeesandfarmers.eu/ita/.

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Marco Fratoddi
Marco Fratoddi, caporedattore di Agricolturabio.info, è giornalista professionista e formatore, si occupa di ambiente, cultura, innovazione, politiche sociali. Insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. Ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014, fa parte di Stati generali dell'innovazione. Ha diretto dal 2005 al 2016 il mensile "La Nuova Ecologia" di Legambiente, fino al 2018 è stato direttore editoriale della rete di educatori ambientali Weecnetwork. Dirige il periodico d'informazione culturale Sapereambiente e partecipa come direttore artistico all'organizzazione del "Festival della virtù civica" di Casale Monferrato (Al).

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