Un momento della trasmissione in cui è intervenuto Carlo Triarico

Un momento della trasmissione in cui è intervenuto Carlo Triarico

Giusto prezzo e sostegno durante la crisi. Carlo Triarico alla Stampa estera

L’Italia con 32 miliardi di euro è il primo paese per la produzione agricola nell’Ue. Ed è anche leader  globale nel biologico e biodinamico con 4 miliardi di euro nel mercato interno e 2,2 miliardi nell’export. Un patrimonio da salvaguardare dai cambiamenti climatici e dalla grave emergenza sanitaria provocata dal Covid-19

«Per contenere la diffusione del Coronavirus in Italia molte attività sono state interrotte, i negozi sono chiusi, la produzione è ridotta all’essenziale. Oggi più che mai l’agricoltura rappresenta il bene primario e non può fermarsi». È l’incipit dell’articolo pubblicato dall’emittente portoghese Tsf che ha affrontato le problematiche della filiera alimentare italiana in epoca di Covid-19.

A descrivere la situazione, che penalizza in particolare il cibo fresco e le produzioni di qualità, è stato Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica, nell’ambito di un suo incontro con i giornalisti della Stampa estera:

«Le persone in questo periodo possono uscire poco per comprare cibo – ha detto – trovano lunghe code nei supermercati e quindi preferiscono acquistare prodotti in scatola, che durano per diversi giorni. Per questo i prodotti freschi sono poco venduti. Inoltre i magazzini delle aziende rimangono pieni di prodotti che, se non venduti, si deteriorano».

Nel servizio, sempre sulla scorta dei dati forniti da Triarico, emerge come l’Italia sia il primo paese per la produzione agricola nell’Unione europea con un mercato di quasi 32 miliardi di euro per consumi interni ed esportazioni. Tra i principali prodotti italiani ci sono le verdure, vale a dire pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivia, sedano e finocchio. Ma anche mele, pere, ciliegie, albicocche, uva da tavola e da vino, kiwi e nocciole, oltre a riso e grano duro. Con il maggior numero di prodotti tipici, l’Italia è anche leader mondiale nella produzione di alimenti biologici e biodinamici. Nel 2018, ha raggiunto 4 miliardi di euro nel mercato interno e 2,2 miliardi nelle esportazioni.

 

L’intervento di Carlo Triarico in video è andato in onda anche sull’emittente brasiliana R7 

 

Su tutto questo pende l’incubo della pandemia:

«Se ci fosse un solo caso d’infezione nelle fattorie o nelle aziende, bisognerebbe mettere in quarantena i lavoratori, disinfettare tutto e poi smettere di produrre – ha aggiunto Triarico – Per i prodotti freschi questo comporterebbe il collasso di numerosi agricoltori. I lavoratori agricoli sono già pochi e se una parte rimanesse a casa, il sistema non reggerebbe. Ecco perché oggi servono aiuti dall’Ue per il lavoro agricolo».

Uno scenario che aggrava una situazione già critica visto che nel 2017 l’agricoltura in Italia aveva già perso 13.000 lavoratori mentre il reddito agricolo nel 2019 è sceso del 2,7%, a fronte di un aumento del 2% nell’Ue. Inoltre, ha spiegato sempre Triarico, lo scorso anno la produzione agricola era già diminuita principalmente a causa dei cambiamenti climatici (meno 1,3% in volume) con un calo riguardante soprattutto vino (- 12%), frutta (-3,0%), cereali (- 2,6%) e allevamento (-0,3%).

Il sostegno dell’Europa e la rapida approvazione in Italia, senza modifiche, della legge sul biologico rappresentano l’unica maniera per difendere l’intero continente da un possibile collasso del settore agricolo nel nostro paese:

«Se l’industria agroalimentare italiana si ferma, sarà un duro colpo per l’Ue. Spetterà infatti all’agricoltura assorbire parte della disoccupazione dopo l’impatto senza precedenti causato dall’epidemia. E l’Ue deve rendersi conto che è urgente introdurre, attraverso una radicale conversione della Politica agricola comune, denaro fresco in Italia per sostenere il lavoro agricolo e la catena di fornitura virtuosa e solidale. Bisogna inoltre garantire che gli agricoltori siano remunerati tramite i piani d’azione agroecologici. Un esempio è quello dell’agricoltura biologica e biodinamica, di cui l’Italia è il principale esportatore mondiale».

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Marco Fratoddi
Marco Fratoddi, caporedattore di Agricolturabio.info, è giornalista professionista e formatore, si occupa di ambiente, cultura, innovazione, politiche sociali. Insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. Ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014, fa parte di Stati generali dell'innovazione. Ha diretto dal 2005 al 2016 il mensile "La Nuova Ecologia" di Legambiente, fino al 2018 è stato direttore editoriale della rete di educatori ambientali Weecnetwork. Dirige il periodico d'informazione culturale Sapereambiente e partecipa come direttore artistico all'organizzazione del "Festival della virtù civica" di Casale Monferrato (Al).

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