Il rapporto Ipbes rivela come tre quarti delle terre emerse siano stati alterati dall’uomo.(Foto di Mylene2401 da Pixabay)
Giornata mondiale della biodiversità, il 2020 è l’anno cruciale
La “Giornata mondiale della biodiversità” mai come quest’anno cade in un momento drammatico. Quando emerge con chiarezza come le epidemie globali siano legate a filo doppio con lo sfruttamento indiscriminato del suolo e l’invasione umana delle foreste pluviali. Una speranza nella Farm to fork
Cade in un momento decisivo e drammatico, quest’anno, la Giornata Mondiale della Biodiversità. Mai come oggi, 22 maggio 2020, la ricorrenza istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite per tentare di responsabilizzare e aumentare la consapevolezza ecologica, assume un significato cruciale.
Guarda il messaggio del Segretario generale dell’Onu, Antonio Gutierrez,
per la Giornata mondiale della biodiversità
La Covid-19 ci ha spalancato gli occhi che continuavamo a tenere testardamente sbarrati. Ci ha costretto a guardare in faccia le file di morti, le nostre paure, la solitudine. Ci ha costretto a ricordare che tutelare la diversità biologica del Pianeta non è un vezzo da anime pie, ma è l’unica possibilità per la nostra sopravvivenza. Perché, come da tempo immemore ci ricordano gli scienziati e i fatti, le epidemie da malattie emergenti, da Ebola a Zika passando per le precedenti Sars e l’influenza aviaria, sono legate a stretto filo agli sconvolgimenti ambientali, alla devastazione del suolo e all’invasione umana delle foreste pluviali tropicali.
Ce lo dicono i dati dell’Ipbes, il panel di ricerca delle Nazioni Unite dedicato alla biodiversità; tre quarti delle terre emerse sono stati significativamente alterati dall’uomo. E tra le cause più impattanti ci sono l’agricoltura e l’allevamento intensivo e industriale.
Doveva essere un anno importante per il raggiungimento di obiettivi di recupero e conservazione della natura, questo 2020. E invece no. Come evidenzia il rapporto Biodiversità a rischio di Legambiente, non solo per ben quattro dei sei obiettivi della strategia Ue i progressi sono assolutamente modesti, ma per quanto riguarda gli ecosistemi agricoli la biodiversità è peggiorata dal 2010 ad oggi. Solo il 23% di specie e il 16% di habitat protetti risultano in buono stato di conservazione.
This #WorldBiodiversityDay let’s remember the benefits nature provides in the cities we live and thrive in. By supporting organisations & leaders that will invest in nature, we can do our part to keep our 🌍green. #BuildBackBetter & #Connect2Earth pic.twitter.com/ZmEBRYS9rS
— WWF (@WWF) May 22, 2020
Questo tragico 2020 però, può essere l’anno cruciale per la nostra consapevolezza. Un po’ come Alex, il teppista protagonista di Arancia Meccanica, che per capire la differenza tra bene e male viene costretto a guardare a “scopo terapeutico” film violenti, con gli occhi tenuti aperti da dei morsetti chirurgici. Il punto però è riuscire a “vedere” veramente quello che siamo stati costretti a guardare. E restare sinceramente consapevoli, anche dopo, quando la paura sarà accantonata. Per cambiare realmente. Il nostro rapporto con la terra, con gli animali, con l’agricoltura.

Un segnale che ci fa ben sperare è la presentazione ufficiale della Farm to Fork (nel nostro servizio i video della conferenza stampa), la strategia per l’agricoltura sostenibile della Commissione Europea che prevede, tra le altre cose, di ridurre del 50% l’uso di pesticidi in agricoltura, oltre che di destinare il 30% della superficie agricola europea al biologico. Dopo gli slittamenti dei messi passati la presentazione è caduta in un’altra data simbolica, il 20 maggio, Giornata Mondiale delle Api, insetti essenziali per l’ecosistema e per la nostra sopravvivenza, sempre più a rischio estinzione.
Coincidenze? Forse. Però abbiamo bisogno anche di coincidenze come queste, per cominciare a cambiare sul serio, non solo in occasione di una ricorrenza.
Scrive per noi

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Valentina Gentile è nata a Napoli, cresciuta tra Campania e Sicilia, e vive a Roma. Giornalista, col-labora con La Stampa, in particolare con l’inserto Tuttogreen, con la testata online Sapeream-biente e con il periodico Libero Pensiero. Ha scritto di cinema per Sentieri Selvaggi e di ambiente per La Nuova Ecologia, ha collaborato con Radio Popolare Roma, Radio Vaticana e Al Jazeera English. In un passato non troppo lontano, è stata assistente di Storia del Cinema all’Università La Sapienza di Roma, e ha insegnato italiano agli stranieri, lingua, cultura e storia del cinema italiano alle università americane UIUC e HWS. È cinefila e cinofila, ama la musica rock, i suoi amici, le sfogliatelle e il caffè. E naturalmente l’agricoltura bio in tutte le sue declinazioni, dai campi alla tavola.
Contatto: Valentina Gentile
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