Il segretario generale dell'Onu, António Gutierrez

Il segretario generale dell'Onu, António Gutierrez

Perdita di biodiversità, cambiamenti climatici e pandemia sono drammaticamente legati tra loro. Come ormai dimostrano numerosi studi, tra cui le evidenze scientifiche citate di recente anche dall’Onu. D’altro canto, come spiega l’Oms, periodicamente tra gli esseri umani si diffonde una nuova malattia, nel 75% dei casi di origine animale, esattamente come Ebola, Sars, Mers e adesso Covid-19. Ma se un ecosistema è sano, i patogeni si diffondono più difficilmente perché prosperano tra specie uniformi e in ambienti inquinati. Le zone cuscinetto naturali sono fondamentali per proteggere gli essere umani. Perciò la biodiversità ha un ruolo fondamentale nel prevenire future pandemie. Proteggerla, preservarla, ripristinarla vuol dire costruire dei veri e propri scudi contro i prossimi patogeni di origine animale.

 

Un bambino al cospetto di un ambiente inquinato da fumi e rifiuti
I fattori d’inquinamento, come confermano diversi studi, facilitano la diffusione dei virus

 

Sul ruolo che l’inquinamento ha avuto nella diffusione del coronavirus molto è ancora in fase di studio. Diverse ricerche dimostrano le correlazioni, come il recente studio “Comprendere l’eterogeneità degli esiti avversi del Covid 19: il ruolo della scarsa qualità dell’aria e le decisioni del lockdown” condotto da un team di specialisti delle Università di Tor Vergata, Torino e Oxford o gli studi condotti ad Harvard.

 

Leggi anche
Biodiversità, clima. E stop ai pesticidi. I nodi della bioagricoltura secondo Franco Ferroni

 

D’altronde, secondo l’Oms, uno dei maggiori fattori di rischio per la salute, causa di 219 morti al giorno, è proprio l’inquinamento atmosferico. E non è difficile capire che in luoghi dove l’esposizione alle polveri sottili è più lunga e persistente, il sistema respiratorio risulta più indebolito e quindi più predisposto a malattie gravi. L’Oms conta ogni anno 7 milioni di morti, di cui 80mila solo in Italia, a causa dell’inquinamento.

 

Women holding delicious fresh vegetables

È di tutto questo che si parla quando si prospettano le conseguenze dei “cambiamenti climatici”, termine che rischia di restare vago se non se ne colgono a pieno le conseguenze. Per questo l’epidemia da Coronavirus può diventare l’occasione per rivedere il nostro modo di intendere lo sviluppo, l’alimentazione, l’agricoltura. Diventa essenziale perciò la reale attuazione della strategia europea Farm to Fork e l’approvazione in Italia della legge sul biologico, tragicamente arenata in Senato da tempo immemore.

 

Leggi anche
L’Europa con la Farm to fork nel solco della bioagricoltura

 

Dopo i risultati pressoché nulli dell’ultima edizione di Madrid, la Cop26 di Glasgow, rimandata proprio a causa della pandemia, non può deludere. L’Italia e il Regno Unito, due tra i paesi più colpiti dal virus, saranno protagonisti alla co-presidenza della conferenza. Con il Coronavirus, la natura ci ha dato un segnale, dichiara il Segretario Generale dell’Onu, António Guterres;

«Dobbiamo agire in modo deciso per salvare e proteggere il pianeta sia dal coronavirus che dalla minaccia degli sconvolgimenti climatici». Ma noi siamo davvero pronti per agire?

Scrive per noi

Valentina Gentile
Valentina Gentile
Valentina Gentile è nata a Napoli, cresciuta tra Campania e Sicilia, e vive a Roma. Giornalista, col-labora con La Stampa, in particolare con l’inserto Tuttogreen, con la testata online Sapeream-biente e con il periodico Libero Pensiero. Ha scritto di cinema per Sentieri Selvaggi e di ambiente per La Nuova Ecologia, ha collaborato con Radio Popolare Roma, Radio Vaticana e Al Jazeera English. In un passato non troppo lontano, è stata assistente di Storia del Cinema all’Università La Sapienza di Roma, e ha insegnato italiano agli stranieri, lingua, cultura e storia del cinema italiano alle università americane UIUC e HWS. È cinefila e cinofila, ama la musica rock, i suoi amici, le sfogliatelle e il caffè. E naturalmente l’agricoltura bio in tutte le sue declinazioni, dai campi alla tavola.

Contatto: Valentina Gentile

Parliamone ;-)