Un agricoltore irrora il suo campo, probabilmente con dei pesticidi

Ma il glifosato non era cancerogeno? Clamoroso voltafaccia della Francia di Macron

Un recente documento pubblicato da Francia, Olanda, Svezia e Ungheria, rischia di riaprire le porte all’uso della sostanza, di cui nel 2017 la Commissione Ue aveva deciso di cessare l’uso nel 2022. Lo “schiaffo” alle politiche verdi della Francia che nel 2017 aveva caldeggiato l’abolizione del potente e temuto erbicida

Svolta verde, Green Deal, stop pesticidi, addio al glifosato. Eravamo rimasti più o meno qui. Ma forse no. Perché nel frattempo un documento di 11mila pagine preparato dalle autorità di Francia, Olanda, Svezia e Ungheria, ovvero l’Assessment Group of Glyphosate (AGG), rischia di riaprire le porte europee al potente erbicida, a causa del quale negli ultimi mesi la Bayer, il colosso farmaceutico tedesco che lo produce, ha dovuto patteggiare risarcimenti miliardari per venire incontro alle migliaia di cause di agricoltori che hanno sviluppato linfomi non Hodgkin e altre patologie attribuibili all’uso della sostanza, creata e brevettata da Monsanto.

 

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Nel 2017 la Commissione Eu aveva concesso un’approvazione quinquennale, secondo la quale dopo il 15 dicembre 2022 non sarebbe più stato possibile usare il glifosato. Un decorso lento, e non privo di intoppi, ma in linea con le nuove politiche comunitarie, indirizzate alla sostenibilità.

E invece il nuovo documento, redatto dai quattro paesi, indica che il glifosato avrebbe i requisiti per essere ri-autorizzato in Europa, sebbene raccomandi ulteriori analisi del suo impatto sulla biodiversità.

 

Un agricoltore spruzza un erbicida in un campo
Nel 2017 la Commissione Eu aveva stabilito che il glifosato non sarebbe più stato usato dopo il 15 dicembre 2022. La posizione dei quattro paesi dell’Agg rischia di cambiare le cose

Promesse da Presidente

Quindi, secondo il parere preliminare dell’Agg, l’erbicida, a dispetto di cause miliardarie e pareri scientifici, tra cui quello dello Iarc-Oms, non sarebbe cancerogeno, né mutageno, né tossico per la riproduzione? La fase finale della valutazione spetta all’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e all’Echa, l’Agenzia europea dei chimici, alle quali proprio oggi sono state consegnate le analisi e le raccomandazioni delle quattro autorità nazionali.

Tra queste ultime, risulta particolarmente paradossale l’atteggiamento della Francia, che nel 2017 proprio insieme all’Italia aveva sostenuto il “No” al rinnovo della licenza di utilizzo per cinque anni all’erbicida.

Nello stesso anno, il presidente francese Emmanuel Macron aveva promesso di vietare il glifosato entro tre anni. Il suo piano, però, che forse non a caso era stato stilato proprio nel 2017, anno delle elezioni presidenziali, poi vinte da Macron, non è mai decollato. Quindi, nel 2020, ecco il primo cambio di strategia d’Oltralpe: si punta sugli incentivi agli agricoltori per dimezzarne l’uso, con un credito d’imposta di 2.500 euro a coloro che si sarebbero impegnati ad abbandonare l’erbicida. Fino al clamoroso voltafaccia di oggi.

Uno “schiaffo”, per usare una metafora attinente a recenti fatti di cronaca, alle politiche verdi europee.

Adesso Echa e Efsa, le due agenzie preposte alla valutazione, pubblicheranno i documenti sui loro siti web e avvieranno una consultazione on line in settembre. Dopodiché stileranno le loro conclusioni, attese rispettivamente a maggio e giugno 2022. E poi toccherà alla Commissione europea, sulla base dei pareri scientifici, scegliere da che parte andare. 

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Valentina Gentile
Valentina Gentile
Valentina Gentile è nata a Napoli, cresciuta tra Campania e Sicilia, e vive a Roma. Giornalista, col-labora con La Stampa, in particolare con l’inserto Tuttogreen, con la testata online Sapeream-biente e con il periodico Libero Pensiero. Ha scritto di cinema per Sentieri Selvaggi e di ambiente per La Nuova Ecologia, ha collaborato con Radio Popolare Roma, Radio Vaticana e Al Jazeera English. In un passato non troppo lontano, è stata assistente di Storia del Cinema all’Università La Sapienza di Roma, e ha insegnato italiano agli stranieri, lingua, cultura e storia del cinema italiano alle università americane UIUC e HWS. È cinefila e cinofila, ama la musica rock, i suoi amici, le sfogliatelle e il caffè. E naturalmente l’agricoltura bio in tutte le sue declinazioni, dai campi alla tavola.

Contatto: Valentina Gentile

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