Teli in campo per la pacciamatura

Aiab ha certificato i teli per la pacciamatura in Mater bi di Novamont

Una buona notizia. Per l’agricoltura biologica e per il suolo. Il telo in bioplastica Mater-bi di Novamont presentato lo scorso febbraio al BIOFACH 2020 di Norimberga è un piccolo, ma importante traguardo per l’agricoltura sostenibile e per la tutela del suolo. È biodegradabile, dunque non necessita di recupero e smaltimento al termine del ciclo colturale e può essere lasciato nel terreno, dove si biodegrada attraverso dei microorganismi. In questo modo preserva il suolo da inquinamento da plastica.

Guarda ll video con l’esperienza degli orti di Astolfi nell’utilizzo dei teli in Mater-Bi

La bioplastica usata per produrre i teli, oltre ad essere stata certificata conforme al disciplinare Mezzi Tecnici AIAB, è conforme allo standard europeo UNI EN17033: Novamont, AIAB e Bioagricert, hanno messo a punto uno standard specifico che prevede come i teli per la pacciamatura usati nell’agricoltura biologica abbiano il massimo contenuto di materia prima rinnovabile e siano derivati da fonti naturali rinnovabili e non Ogm.

Deve essere garantita poi la totale biodegradabilità nel suolo, proprio in conformità allo standard europeo UNI EN17033, che implica la verifica degli aspetti rilevanti d’uso e fine vita, e l’assenza di effetti tossici per l’ambiente. Gli effetti positivi sull’ambiente sono dimostrati da un’analisi di LCA (analisi del ciclo di vita) comparativa fra il telo biodegradabile Novamont e uno in plastica tradizionale, realizzata in riferimento allo scenario italiano, in termini di smaltimento e uso dei teli di pacciamatura. 

Catia Bastioli è l'amministratore delegato di Novamont
Catia Bastioli, biochimico, è l’amministratore delegato di Novamont

«I suoli sono una risorsa non rinnovabile sempre più fragile e minacciata da una gestione insostenibile, dall’inquinamento e dalla progressiva desertificazione. Per contrastare questo fenomeno, la ricerca Novamont da sempre ha lavorato allo sviluppo di prodotti che contribuiscano a preservare la fertilità e la funzionalità del suolo» ha detto Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont.

Il risultato ottenuto dimostra una riduzione dell’emissione di gas serra espressi e di CO2 equivalenti dal 20% al 55% in favore dei teli biodegradabili. Un traguardo importante, capace di un impatto considerevole sull’agricoltura e sull’ecosistema. Basti pensare che in Europa ogni anno sono usate circa 85.000 tonnellate di teli in plastica per pacciamatura, per una superficie di 460.000 ettari. I teli in plastica “tradizionale” devono essere rimossi dal campo quando finisce il ciclo di coltivazione e sono spesso contaminati da residui colturali che possono incrementare il peso del 65% rispetto al nuovo telo.

Inoltre, rimuovendo il telo sono rimossi anche sostanza organica contenuta nel suolo e terreno. Si stima che in questo modo ogni anno siano rimosse 1800 tonnellate di sostanza organica. Scegliere teli per pacciamatura in bioplastica vuol dire contrastare lo spreco di suolo, il degrado e la sua contaminazione con le plastiche.

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Valentina Gentile
Valentina Gentile
Valentina Gentile è nata a Napoli, cresciuta tra Campania e Sicilia, e vive a Roma. Giornalista, col-labora con La Stampa, in particolare con l’inserto Tuttogreen, con la testata online Sapeream-biente e con il periodico Libero Pensiero. Ha scritto di cinema per Sentieri Selvaggi e di ambiente per La Nuova Ecologia, ha collaborato con Radio Popolare Roma, Radio Vaticana e Al Jazeera English. In un passato non troppo lontano, è stata assistente di Storia del Cinema all’Università La Sapienza di Roma, e ha insegnato italiano agli stranieri, lingua, cultura e storia del cinema italiano alle università americane UIUC e HWS. È cinefila e cinofila, ama la musica rock, i suoi amici, le sfogliatelle e il caffè. E naturalmente l’agricoltura bio in tutte le sue declinazioni, dai campi alla tavola.

Contatto: Valentina Gentile

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