L'azienda agricola La Pievuccia di Castiglione fiorentino (Ar), sullo sfondo il castello di Montecchio
Aziende, cittadini e comuni in rete. La sfida del Biodistretto della Valdichiana aretina
È nato nel 2016 associando dieci aziende agricole biologiche al centro della Toscana. E insieme agli enti locali e alle organizzazioni ambientaliste cerca di diffondere la vocazione del territorio verso la bioagricoltura. A colloquio con il presidente, Francesco Romizi
Il Biodistretto della Valdichiana aretina è nato nel 2016 associando un primo gruppo di dieci aziende agricole biologiche localizzate al centro della Toscana nei comuni di Castiglion Fiorentino, Cortona, Civitella, Foiano, Lucignano, Marciano e Monte San Savino. Insieme agli enti locali fanno parte del Biodistretto alcune importanti organizzazioni ambientaliste come Legambiente, Medici per l’Ambiente (Isde) e Wwf. L’obiettivo?
«Promuovere la ricerca, la cultura e le buone pratiche in campo agro-alimentare, aiutare le aziende a fare rete e promuovere i loro prodotti, informarle sui bandi destinati al biologico. Sostenere la vocazione del territorio verso la bioagricoltura interlquendo con i cittadini, gli imprenditori agricoli e le istituzioni» racconta Francesco Romizi, presidente del Biodistretto.

Per questo fra il 2016 e il 2018 il Biodistretto ha organizzato 14 incontri aperti a tutta la popolazione sul consumo dei prodotti biologici: «Inoltre abbiamo lavorato con i comuni aderenti per modificare i regolamenti comunali sull’uso dei fitofarmaci – riprende Romizi – Ma non abbiamo chiesto loro di vietare l’uso dei pesticidi perché finché questi prodotti sono ammessi sul mercato si andrebbe incontro a controversie giudiziarie. Chiediamo piuttosto di limitare l’utilizzo dei fitofarmaci vietandoli in alcuni orari della giornata o in particolari condizioni meteorologiche. Purtroppo, ad oggi, non abbiamo avuto l’adesione che auspicavamo e non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta istituzionale in merito».
Francesco Romizi, 34 anni, giornalista e consigliere per il Comune di Arezzo, svolge anche attività di consulenza per il Cnr di Pisa come esperto di comunicazione sui rischi ambientali: «La Valdichiana aretina – aggiunge – negli ultimi anni ha ottenuto investimenti importanti in agricoltura da parte di due grandi aziende: Aboca, totalmente biologica e socia del Biodistretto, e Bonifiche Ferraresi che ha invece intrapreso una strada diversa, quella dell’innovazione tecnologica e dell’agricoltura di precisione». Ed è di poche settimane fa la notizia che Valentino Mercati, presidente di Aboca, ha lanciato l’allarme proprio circa l’utilizzo di fitofarmaci in Valdichiana, tanto da mettere a rischio le coltivazioni a biologico circondate da coltivazioni intensive:
«Il quadro che emerge da questi dati evidenzia che le sostanze tossiche non biodegradabili si stanno accumulando nell’ambiente e nelle acque in maniera esponenziale» sono le parole di Mercati alla “Nazione” di Firenze.
E ancora: «Non rendersi conto di questo vuol dire essere ciechi e sciocchi. Sciocchi perché si può fare molto. Aboca è pronta a mettere a disposizione il suo know-how, a fornire le tecnologie sostitutive che consentano di evitare di utilizzare queste sostanze tossiche che poi ci ritroviamo per anni nelle acque».

A questa sollecitazione ha risposto il sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli, invitando le due aziende a dialogare per lo sviluppo sostenibile dell’area. Proprio questo d’altro canto è lo scopo del Biodistretto: «Vogliamo confrontarci su quale potrebbe essere il modello agricolo di riferimento per la Valdichiana – racconta Romizi – Finora con Bonifiche Ferraresi non è stato possibile ma non ci scoraggiamo. Le aziende associate ad oggi sono 23 e vanno dalle grandi aziende a quelle di medie e piccole dimensioni, producono prevalentemente vino, olio e ortaggi tutti certificati biologici».
Fra gli strumenti del Biodistretto c’è anche il progetto Valbioagri:
«Grazie a questo progetto forniremo un ulteriore servizio realizzando un portale web delle aziende aderenti e organizzando eventi per promuovere le produzioni biologiche».

Due gli incontri in programma, se l’emergenza coronavirus lo permetterà, nei prossimi mesi: il primo in collaborazione con Aboca sarà rivolto agli agricoltori che intendono passare al biologico approfondendo le opportunità economico-finanziare disponibili. Il secondo invece sulla panificazione con grani antichi in collaborazione con il Panificio Menchetti per valorizzare i prodotti sani, tradizionali e biologici:
«Vogliamo mostrare un modello economico vincente – aggiunge Romizi – che coniughi tradizione, innovazione e sostenibilità ambientale».
In Toscana i biodistretti sono una ventina e anche gli enti locali giocano un ruolo importante: «Un’opportunità per i Comuni – conclude Romizi – potrebbe essere seguire la strada di Carmignano, nel Pratese, che aderendo alla “Rete europea delle città libere dai pesticidi” ha vietato i fitofarmaci in tutte le aree verdi comunali e regolamentato l’uso nei terreni privati».

Le organizzazioni del Biodistretto della Valdichiana Aretina (dati 2018)
- Soc. Agr. Aboca
- Az. Agr. Carlo Tanganelli Centro Francesco Redi
- Az. Agr. Fabbri Alberto
- Az. Agr. Le Mortelle
- Az. Agr. Menchetti
- Az. Agritur. Bennati
- Az. Agritur. Bevignano
- Az. Agritur. La Pievuccia
- Az. Agritur. La Spiga D’oro
- Agritur. La Renaia
- Agritur. Il Campogrande
- Consorzio CortoNatura: Az. Agritur. La Castellina, Az. Apicoltura Cegliolo, Fattoria Cantagallo, Agritur. Antica Quercia verde
- ASL sud-est
- Ass. Tutela Valdichiana
- Corsorzio di Bonifica Alto Valdarno
- Ente Serristori
- Fraternità dei Laici – Tenute di Fraternita
- ISDE Italia – Medici per l’Ambiente
- Legambiente Arezzo
- SlowFood Valdichiana
- Strade del Vino – Terre di Arezzo
- Tutti i Comuni della Valdichiana Aretina: Castiglion Fiorentino, Cortona, Civitella, Foiano, Lucignano, Marciano e Monte San Savino
Scrive per noi

- Analista, facilitatrice, comunicatrice e ambientalista. Laureata in economia a Firenze con master in Ambiente alla Scuola Sant’Anna di Pisa, svolge l’attività di consulenza dal 2000. È tra le fondatrici, nel 2008 di Contesti e Cambiamenti. Organizzazione, comunicazione e partecipazione le sue aree di intervento. È curatrice di BiodinamicaNews, la newsletter dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica.
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