I principali rischi della nostra epoca, secondo il World economic forum, sono di tipo ambientale

I principali rischi della nostra epoca, secondo il World economic forum, sono di tipo ambientale

In questi giorni, con il diffondersi del Covid-19, ce ne stiamo rendendo drammaticamente conto. Virus e epidemie sono anche conseguenza dei danni all’ambiente e alla fauna. E per la prima volta anche per il World Economic Forum i principali rischi globali sono tutti ambientali. Il Global Risks Report 2020 (scarica il Pdf), vede infatti nelle prime cinque posizioni della “classifica” gli eventi meteorologici estremi, con gravi danni a proprietà, infrastrutture e perdita di vite umane, il fallimento delle misure di mitigazione e adattamento da parte di governi e imprese ai cambiamenti climatici, i danni e i disastri causati dall’uomo tra cui i crimini ambientali, come le fuoriuscite di petrolio e le contaminazioni radioattive. E ancora, la perdita della biodiversità e il collasso dell’ecosistema terrestre e marino con conseguenze irreversibili non solo per l’ambiente ma anche per l’impoverimento delle risorse umane e industriali. Infine le catastrofi naturali come terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche e tempeste geomagnetiche.

 

Børge Brende è il Presidente del Wef
Børge Brende è il Presidente del Wef

Geopolitica instabile

Il rapporto, che ha visto la partecipazione di oltre 750 esperti e decision maker dei vari settori dell’economia, è stato realizzato in collaborazione con Marsh&McLennan e Zurich Insurance Group e si basa su un sondaggio circa la percezione della probabilità e dell’impatto dei rischi a livello internazionale. L’inquietante classifica è guidata dal fallimento delle misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, rischi ambientali, politici ed economici sono legati a doppio filo:

«Le conseguenze di un aumento dell’instabilità geopolitica – si legge nel Rapporto – di una frenata dell’economia e di un intensificarsi dei confronti economici del 2020, potrebbero rivelarsi catastrofiche, soprattutto a fronte di urgenti sfide da affrontare con la crisi climatica, la perdita di biodiversità e il rapido declino della specie».

Le conseguenze sull’economia

Il modo in cui coltiviamo cibo, produciamo energia, smaltiamo rifiuti e consumiamo risorse continua a essere deletereo per la biodiversità, che mai come in questo periodo storico, sta diminuendo a ritmo forsennato: «L’attuale tasso di estinzione – emerge nel capitolo dedicato alla perdita di biodiversità – è decine e centinaia di volte superiore alla media degli ultimi 10 milioni di anni e sta accelerando. Sebbene i 7,7 miliardi di persone nel mondo rappresentino solo lo 0,01 di tutte le creature viventi, l’umanità ha già causato la perdita dell’83% di tutti i mammiferi selvatici e della metà delle piante». Sono numeri che fanno paura: «Le stime indicano – continua il dossier – che ogni anno si estinguono, nel migliore dei casi, tra 200 e 2.000 specie, nel peggiore tra le 10.000 e le 100.000».

L'evoluzione dei rischi ambientali fra il 2007 e il 2020 (Fonte: Wef 2020)
L’evoluzione dei rischi ambientali fra il 2007 e il 2020 (Fonte: Wef 2020)

Perseveranza innaturale

Proprio il modo in cui ci procuriamo il cibo è tra le cause maggiori – e peggiori – della perdita di biodiversità: l’espansione agricola, insieme a quella industriale, ha causato la perdita di oltre l’85% delle zone umide, con un’alterazione del 75% della superficie terrestre e un impatto sul 66% dell’area oceanica. Perseverando nel modello industriale e convenzionale, considerando che la domanda di cibo raddoppierà entro il 2050 anche per la crescita della popolazione urbanizzata, ci sarà bisogno di svariati miliardi di ettari di terra in più da sfruttare e di un aumento di rese sui terreni esistenti, che si otterrà attraverso fertilizzanti e pesticidi. Un ulteriore contributo, insomma, alla perdita di biodiversità.

Insicurezza da pesticidi

Una caduta libera anche per i mercati, avverte il Wef, perché continuando ad abusare di pesticidi e sostanze chimiche piante, animali e in generale i sistemi agricoli perdono capacità di resistenza (già fortemente minata) proprio contro i parassiti, gli agenti patogeni e i cambiamenti climatici. In futuro quindi, si prospetta un’insicurezza alimentare potenzialmente in grado di destabilizzare il mondo anche a livello politico. Davanti ad un panorama del genere, la politica internazionale non sembra in grado di agire:

«Il panorama politico è polarizzato – dichiara Børge Brende, Presidente del Wef – il livello dei mari si sta innalzando, il cambiamento climatico ormai è realtà. Per poterne affrontare i rischi, nel 2020 i leader mondiali devo cooperare con tutti i settori della società, sanando e rafforzando i nostri sistemi di collaborazione».

Il movimento Friday for future a Berlino nel gennaio 2018
Il movimento Friday for future a Berlino nel gennaio 2018 (Foto: FFF/Flickr)

Giovani speranze

Un accenno di “verde” però il rapporto lo mette in luce: sono le giovani generazioni, preoccupate per la salute del pianeta. I rischi sono avvertiti e riconosciuti, a quanto pare, proprio da chi è nato dopo il 1980: quasi il 90% dei giovani intervistati ritiene che «le ondate di calore estremo», «la distruzione degli ecosistemi», «la salute messa a rischio dall’inquinamento» aumenteranno entro il 2020, rendendo entro il 2030 l’impatto dei rischi ambientali ancora più catastrofico.

Scrive per noi

Valentina Gentile
Valentina Gentile
Valentina Gentile è nata a Napoli, cresciuta tra Campania e Sicilia, e vive a Roma. Giornalista, col-labora con La Stampa, in particolare con l’inserto Tuttogreen, con la testata online Sapeream-biente e con il periodico Libero Pensiero. Ha scritto di cinema per Sentieri Selvaggi e di ambiente per La Nuova Ecologia, ha collaborato con Radio Popolare Roma, Radio Vaticana e Al Jazeera English. In un passato non troppo lontano, è stata assistente di Storia del Cinema all’Università La Sapienza di Roma, e ha insegnato italiano agli stranieri, lingua, cultura e storia del cinema italiano alle università americane UIUC e HWS. È cinefila e cinofila, ama la musica rock, i suoi amici, le sfogliatelle e il caffè. E naturalmente l’agricoltura bio in tutte le sue declinazioni, dai campi alla tavola.

Contatto: Valentina Gentile

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