Un momento del seminario al Padule di Fucecchio

Un momento del seminario al Padule di Fucecchio

Al Padule di Fucecchio il nostro dialogo su agricoltura e tutela degli habitat

Un pomeriggio di approfondimento nell’ambito del progetto Valbioagri con agricoltori, docenti universitari, tecnici, rappresentanti di istituzioni e organizzazioni sociali. La centralità dell’approccio agreocologico e la necessità di uno sforzo condiviso fra pubblico e privato

Eco-condizionalità e gestione dell’acqua: aspetti economici | di BENEDETTO ROCCHI

Favorire il dialogo tra agricoltori, docenti universitari, tecnici, rappresentanti di istituzioni e organizzazioni sociali non è mai stato facile. Lo dimostra l’ancora attuale ricerca di connessioni tra scienza, istituzioni e pratica agricola, un reciproco trasferimento di conoscenze che viene promosso da più di trent’anni attraverso azioni come quella da cui è scaturito questo seminario. L’incontro, che si è tenuto lo scorso 16 gennaio nel Centro visite del Padule di Fucecchio, fa parte delle attività previste dal progetto Valbioagri nell’ambito della sottomisura 1.2 del PSR della Regione Toscana che ha lo scopo di potenziare il sistema di conoscenze ed incentivare interventi di trasferimento dell’innovazione a beneficio degli addetti del settore agricolo agroalimentare e forestale e dei gestori del territorio in aree rurali.

In questi contesti, riuscire a coniugare tutela della biodiversità (scopo della rete Natura 2000) e agricoltura (quindi tutela della agro-biodiversità) intrecciando programmazione agronomica e ambientale risulterà sempre più necessario, trattandosi due componenti di un unico sistema. Ovviamente, affinché la pratica agricola possa essere un’opzione di gestione in un’area protetta, essa deve integrarsi con la normativa a tutela della stessa attraverso un approccio agroecologico.

Gianluca Stefani intervista Andrea Casadio, Funzionario programmazione Regione Toscana

L’agroecologia si basa infatti su concetti e principi ecologici per la definizione e gestione degli agroecosistemi, per proporre un paradigma di sviluppo agricolo a favore della riduzione di input esterni e di un maggiore equilibrio con le risorse naturali e i loro cicli (M. A. Altieri e altri, “Agroecologia. Sovranità alimentare e resilienza dei sistemi produttivi”, Fondazione Feltrinelli, Milano, 2015).

L’esempio fornito dal Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli mostra come turismo, tutela degli habitat, allevamento e agricoltura di qualità si possano intersecare e costituire un certificato di qualità per quel territorio e la comunità che lo vive e lo alimenta. Queste interazioni nel contesto socio-economico attuale, in cui l’agricoltore diventa obbligatoriamente multifunzionale e dinamico, devono essere rese possibili attraverso uno sforzo condiviso dei soggetti pubblici e privati in causa.

Guarda il video integrale del seminario

In altre parole si dovrebbe pensare ad una gestione dell’intera area Padule di Fucecchio come se essa fosse un unico organismo o meglio un agro-ecosistema in cui le singole realtà non perdono la loro identità ma traggono il massimo beneficio dalla stretta collaborazione. Inoltre, questo tipo di gestione garantirebbe un presidio indiretto del territorio a beneficio, come detto, della comunità che lo vive e potrebbe essere un utile strumento anche per le varie amministrazioni locali.

L’evento

Fare agricoltura in un’area natura 2000: vincoli e opportunità

Centro visite della Riserva naturale del Padule di Fucecchio via Don Franco Malucchi 115, Larciano...

Ulteriori informazioni »
Padule di Fucecchio, via Don Franco Malucchi 115
Larciano, Italia
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Scrive per noi

Lorenzo Ferretti
Lorenzo Ferretti
Lorenzo Ferretti, nato a Pistoia nel '90, ha conseguito nel 2016 la Laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie presso il Dispaa (Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente) dell’Università degli Studi di Firenze con una tesi riguardante l’impatto di lavorazioni a diversa intensità su qualità strutturale del suolo e dinamiche della popolazione di lombrichi. Da settembre 2015 a marzo 2016 ha svolto un tirocinio presso il Dipartimento di Qualità del Suolo dell’Università di Wageningen (NL) dove ha approfondito le tecniche di riconoscimento ed il ruolo di lombrichi e nematodi come bioindicatori di qualità del suolo. Da luglio 2016 al 2018 ha lavorato come borsista di ricerca al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie Alimentari, Ambientali e Forestali (Dagri) dell’Università di Firenze e la sua attività si è concentrata sullo studio e l’implementazione di indicatori di fertilità del suolo e lo sviluppo di sistemi di agricoltura biologica. Da agosto 2019 è borsista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa (DISEI) dell’Università di Firenze dove collabora alla disseminazione di modelli agroecologici e di sistemi agricoli basati sui metodi di produzione biologica e biodinamica. Oltre all’attività di ricerca universitaria partecipa a tutte le attività dell’azienda agricola di famiglia dove si producono vino, olio, frutta e verdura secondo i principi dell’agroecologia. Nel febbraio 2019 svolge la libera professione di Dottore Agronomo specializzato in gestione della fertilità del suolo e progettazioni di agro-ecosistemi sostenibili.

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