Carlo Triarico

Carlo Triarico, presidente dell'Associazione per l'agricoltura biodinamica

Ogm, vecchi e nuovi, che non nutrono e inducono antibiotico-resistenza. Dal “Golden Rice” agli Nbt

La normativa europea limita l’uso degli Ogm in virtù del principio di precauzione. Ma le lobby dell’agroalimentare provano a spacciare come sementi ordinarie quelle che derivano da nuovi metodi di manipolazione. La storia però insegna: il cibo biotech non ha sfamato il mondo e vincola i contadini al circolo vizioso della dipendenza. Rischiando di rallentare l’affermazione di un modello alimentare ecologico e resiliente

Le nuove tecnologie Ogm sono state condannate dalla Giurisprudenza europea come Ogm e pertanto come sementi non ancora sicure e vincolate al principio di precauzione. Da allora le lobby multinazionali si sono mosse perché invece siano dichiarate formalmente “normali sementi” non Ogm quelle che sono oggettivamente manipolazioni genetiche inserite con i meccanismi degli Ogm classici, attraverso batteri che possono trasferire alle cellule un Dna estraneo, il proprio. La campagna per i nuovi Ogm è campale per le multinazionali, stante il fallimento sul piano mondiale delle promesse dell’agricoltura Ogm e in generale del loro modello iperproduttivista.

Gli Ogm in trent’anni non hanno sfamato il mondo, non hanno sostanzialmente mai interessato i prodotti alimentari fondamentali e sono rimasti confinati alla produzione no-food e alla mangimistica per il bestiame. Sono in generale prodotti di scarso interesse per l’alimentazione e un fallimento di dimensioni globali delle promesse di ridurre la fame.

Le bandiere dell'Ue e degli Usa
La normativa Ue vieta le coltivazioni Ogm in virtù del principio di precauzione

Purtroppo il numero degli affamati nel mondo aumenta ogni anno, in barba all’illusione che il disordine mondiale si risolva con la soluzione tecnicistica. Intanto l’agricoltura biologica si diffonde e viene indicata come una delle migliori risposte per il futuro dell’alimentazione mondiale. Con questa, vive anche l’agricoltura contadina, che interessa il 90% delle aziende agricole mondiali, proprio quelle che sfamano il mondo.

L’industria del brevetto allora ci riprova con gli Nbt, con Genome editing e i nuovi Ogm spacciati come sicuri per la salute, pur senza adeguate ricerche.

Se poi non può vincere sul piano dei fatti e dei risultati scientifici, cerca di farlo per la scorciatoia dei governi nazionali e in forza di legge. Approfitta di istituzioni e partiti deboli e facilmente “convincibili”. La via dell’obbligo giuridico per scavalcare il principio di precauzione e soprattutto per impedire una scelta del modello agroalimentare condivisa e democratica è, del resto, da sempre quella preferita dalle élite.

Da costoro sono sotto attacco come antiscientifici biologico e biodinamico e quanti rifiutano i semi Ogm delle multinazionali. La normativa, infatti, vieta l’uso degli Ogm in bioagricoltura e li limita fortemente in Europa in genere, vincolandoli giustamente al principio di precauzione, cosa che non avviene solo per gli Ogm, ma per tutte le sementi non accertate come sicure.

Riso ordinario e Golden rice a confronto
Riso ordinario e Golden rice a confronto

Ma è proprio vero che sia antiscientifica la rinuncia agli Ogm e sia da stregoni giudicarli pericolosi per la salute? In realtà il sospetto di pericolosità degli Ogm per la salute non può esser definito antiscientifico, quantomeno perché la precauzione verso sementi non pienamente sicure è opinione condivisa di diversi scienziati. Per esempio David Schubert scienziato del Salk Institute for Biological Studies, USA e Michael Antoniou del King’s College di Londra dichiarano, al termine dei loro studi sul Golden Rice, uno dei più celebri semi ogm, che «pone un serio rischio per la salute a coloro che lo consumano».

I due scienziati continuano: «Non ci sono stati studi o, più rilevante, test di lungo termine sulla salubrità sugli animali di laboratorio e questo dovrà essere fatto per diverse generazioni nei topi per determinare se esso causa difetti alla nascita, cosa che noi consideriamo una seria possibilità». Del resto anche la Fda, Food and Drugs Administration, l’ente degli Stati Uniti che vigila su cibo e medicine, ha preso le distanze dal riso Ogm in questione, stigmatizzando i livelli di betacarotene nei semi Ogm Golden Rice troppo bassi e quindi inadatti a garantire un contenuto nutrizionale adeguato.

Il Golden Rice fu, al suo lancio, uno strumento di propaganda molto convincente. Introducendo con l’ingegneria genetica una vitamina preziosa in un alimento che ne è sprovvisto, principale fonte alimentare per i più poveri, fu il caso ideale per la propaganda degli Ogm salvatori dell’alimentazione mondiale. La storia però prese le distanze dalla propaganda.

Ora ci riprovano con il Genoma editing ed e già la stessa Fda a lanciare l’allarme. In mammiferi interessati da Genoma editing è stata osservata la presenza di sequenze estranee di Dna provenienti dal batterio usato per produrre le manipolazioni genetiche. Dalle cellule la resistenza agli antibiotici si è trasferita ad altri batteri che non erano resistenti agli antibiotici. L’antibiotico resistenza è uno dei flagelli più pericolosi.

La retorica ingannevole che fa credere che chi non sposi l’agricoltura delle multinazionali sia un nemico della scienza è uno degli strumenti di propaganda più comuni dell’agricoltura che vuole perpetrare la dipendenza del contadino contro la sua libertà. In realtà oggi lo scontro in atto non è tra scienza e antiscienza, come cercano di far credere coloro che pretendono di parlare in nome della libertà e del diritto alla scienza, ma lo scontro in atto è tra scienza di regime contro scienza indipendente, tra libertà e oscurantismo. È una lotta per la libertà.

 


Occorre considerare che i semi Ogm, vecchi e nuovi, vincolano tutti a un circolo vizioso di dipendenza sui semi, sui mezzi di produzione, sui principi chimici e sui mercati, tutti eterodiretti e tutti nelle mani di poche multinazionali.

Bisogna anche aggiungere la questione dell’obsolescenza programmata. Una pianta Ogm sarà resistente a un patogeno per un tempo limitato, poiché la vita si evolve e quella dei piccoli organismi lo fa molto più velocemente di una pianta creata in laboratorio, Ogm o no.

Nel giro di pochi anni emergeranno i parassiti adattati a vivere a spese della pianta brevettata. Allora l’industria ha pronto un nuovo brevetto, un nuovo cappio per il contadino e un nuovo politico che si presta al gioco.

I nuovi Ogm sono l’ultima illusione debole di un modello agricolo vecchio, finito in un vicolo cieco, ma rischiano di fare un forte danno, ritardando ancora per anni l’adozione di una via ecologica e resiliente all’alimentazione mondiale.

Scrive per noi

Carlo Triarico
Carlo Triarico
Carlo Triarico, storico della scienza, presiede l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica. È vicepresidente di Federbio e direttore dell’Istituto Apab, istituto di formazione riconosciuto. È membro del “Comitato permanente ricerca in agricoltura biologica e biodinamica” del Ministero dell’Agricoltura, editorialista per l’Osservatore Romano e conduttore della rubrica settimanale “Agricoltura? Parliamone” su Radio Radicale. Svolge un’intensa attività di volontariato, divulgazione e insegnamento.
Contatto: Carlo Triarico

Parliamone ;-)