Gli ulivi pugliesi, colpiti dal disseccamento rapido

Gli ulivi pugliesi, colpiti dal disseccamento rapido

Puglia, fermati i pesticidi. Ma nella lotta al Codiro la priorità restano il caolino e la prevenzione

L’allarme, lanciato due settimane fa, sul ricorso dei pesticidi chimici nella lotta alla Xylella. Poi la marcia indietro della Regione. Vi portiamo nel retroscena della battaglia che le associazioni bio stanno conducendo per applicare soluzioni sostenibili al fenomeno che colpisce gli ulivi. Con l’Associazione per l’agricoltura biodinamica in prima fila nella promozione delle buone pratiche agroecologiche

Meno di due settimane fa abbiamo denunciato la difficile situazione che si era creata in Puglia con Piano operativo per la Xylella 2021 che prevedeva due trattamenti obbligatori con pesticidi di sintesi che avrebbero di fatto obbligato tante aziende olivicole biologiche e biodinamiche ad uscire dalla certificazione. Oggi registriamo un primo passo indietro dell’amministrazione regionale pugliese che lascia ben sperare in una revisione del Piano in ottica di sostenibilità.

Vi sveliamo i retroscena di una storia tutta italiana che ha convogliato le energie di alcuni pugliesi per cercare di evitare una decisione che avrebbe potuto portare a gravi danni all’ambiente, alla salute e all’economia di questa regione. La scorsa settimana, il 25 marzo, Anna Grazia Maraschio, Assessora all’Ambiente della Regione Puglia, ha convocato una riunione con Donato Pentassuglia, l’Assessore all’Agricoltura, e con gli enti e le associazioni che non erano state incluse nel processo partecipativo per la redazione del Piano operativo per la Xylella. Tra queste organizzazioni gli enti parco, le associazioni degli agricoltori del bio e le associazioni ambientaliste.

 

 

Tutti preoccupati per lo scenario che si stava prefigurando. Racconta Gianluigi Cesari, ricercatore Agrifound che, insieme a Maurizio Morisco, rappresenta l’Associazione per l’agricoltura biodinamica in Puglia:

«Il nostro plauso va all’assessora Maraschio che ha chiesto a tutti i partecipanti di presentare un documento che analizzasse i punti di debolezza del Piano proposto e indicasse una alternativa che fosse supportata scientificamente. Come Associazione per l’Agricoltura biodinamica abbiamo ricoperto, informalmente, il ruolo di punto di riferimento tecnico scientifico, essendo strutturati con un gruppo di ricerca su questa tematica. Questo ha permesso di presentare delle osservazioni convergenti».

E aggiunge: «Per noi rimane inspiegabile il ritardo del Dipartimento Agricoltura che, dal 14 agosto 2020, data di pubblicazione del Regolamento europeo, ha aspettato il mese di marzo per condividere una proposta palesemente in contrasto con le norme vigenti e con lo stesso Regolamento. Affinché situazioni come questa non si ripetano in futuro, durante l’incontro è emersa l’ipotesi di costituire un tavolo permanente che coinvolga tutte le organizzazioni del territorio interessate dall’emergenza del disseccamento rapido degli ulivi».

 

Anna Grazia Maraschio, Assessora all’Ambiente della Regione Puglia
Anna Grazia Maraschio, Assessora all’Ambiente della Regione Puglia

 

Tra le proposte, in coerenza con il Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1201 che tra i “considerando” afferma come «si dovrebbero privilegiare per quanto possibile le soluzioni non chimiche», emerge quella di integrare, nel novero delle sostanze utili al contenimento della Xylella fastidiosa, l’utilizzo del caolino: una sostanza che può essere utilizzata nella certificazione biologica e in quella biodinamica. Infatti, la polvere di caolino è un minerale inerte presente in natura e non è soggetto ad autorizzazione da parte del Ministero della Sanità. Le sperimentazioni condotte in campo hanno permesso di valutare l’efficacia del caolino nei confronti della sputacchina e, come emerge dalla ricerca svolta dal CRSFA Basile Caramia di Locorotondo, «il colore bianco sulla vegetazione – determinato dalla presenza del caolino – ha molto probabilmente sia un effetto repellente per il vettore, sia un effetto di mascheramento delle piante con conseguente difficoltà da parte dell’insetto di intercettare le piante su cui nutrirsi, riducendone quindi la capacità di acquisizione del batterio e di diffusione delle infezioni». Il caolino quindi bloccherebbe la sputacchina, sia quella contaminante verso la pianta non infetta che quella non contaminata verso la pianta infetta, senza distruggere biodiversità e sterminare gli impollinatori.

 

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Ma anche dopo la presentazione delle proposte da parte degli enti parco e delle associazioni presenti all’incontro del 25 marzo, sono continuate aspre le discussioni su come arginare il Codiro, ovvero il complesso del  disseccamento rapido degli ulivi. Lunedì 29 marzo Gianluca Nardone, responsabile del Dipartimento Agricoltura, sviluppo rurale ed ambientale della Regione Puglia, è stato intervistato dalla rivista Villaggio Globale. Un’intervista nella quale Nardone ha affermato che «per contenere la diffusione degli insetti adulti (di Philaenus spumarius, l’insetto vettore della Xylella, volgarmente chiamato sputacchina) i trattamenti fitosanitari sono l’unico strumento utile ed efficace», che «non esistono prodotti a base di piretro o caolino autorizzati contro la sputacchina». E che «la comunità scientifica ritiene che oggi non vi sia un metodo di cura efficace contro la Xylella». Affermazioni ambigue a cui ha ribattuto subito Marco Scortichini, ricercatore del Crea, da anni impegnato per trovare un metodo sostenibile per fermare il Codiro:

 

Marco Scortichini, ricercatore del Crea
Marco Scortichini, ricercatore del Crea

«I nostri nove studi sul contenimento di Xylella fastidiosa negli oliveti pugliesi hanno passato il vaglio dei revisori ed editori di riviste scientifiche internazionali del settore della patologia e fisiologia vegetale. Se la comunità scientifica internazionale e nazionale non fosse stata d’accordo non avremmo potuto pubblicare ben nove lavori sull’argomento».

A diradare le nuvole, nella stessa giornata, il comunicato stampa dell’assessora Maraschio:

«Abbiamo contemperato l’esigenza degli agricoltori con la tutela della salute. Nel piano di contrasto alla Xylella sarà possibile utilizzare anche i biopesticidi autorizzati».

 

Carlo Triarico
Carlo Triarico, direttore di Agricolturabio.info e presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica

Sul tema interviene Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica: «Questa è la madre di tutte le battaglie, perché potrebbe passare l’idea che in emergenza fitosanitaria si smette di coltivare bio. Non solo. Irrorare migliaia di ettari con pesticidi, sintetici o biologici che siano, aumenta lo squilibrio ambientale che favorisce la patologia da disseccamento degli olivi. Per questo l’Ue chiede interventi biologici e meccanici. Il caolino ha dato ottimi risultati. A questo dobbiamo affiancare le buone pratiche agronomiche dell’ecologia, che sono la prima prevenzione». E ancora:

«La Sezione Puglia dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica sta lavorando alacremente per invertire questa situazione negativa, sia per quanto riguarda la ricerca che per lo sviluppo delle relazioni con gli altri attori in campo. La lotta è ancora in corso, perché oltre ai biopesticidi autorizzati l’obiettivo è quello di far inserire nel Piano operativo per la Xylella 2021 il caolino, con le buone pratiche ecologiche. L’impegno dell’Associazione biodinamica potrebbe aver già portato i primi risultati».

Scrive per noi

Carlotta Iarrapino
Carlotta Iarrapino
Analista, facilitatrice, comunicatrice e ambientalista. Laureata in economia a Firenze con master in Ambiente alla Scuola Sant’Anna di Pisa, svolge l’attività di consulenza dal 2000. È tra le fondatrici, nel 2008 di Contesti e Cambiamenti. Organizzazione, comunicazione e partecipazione le sue aree di intervento. È curatrice di BiodinamicaNews, la newsletter dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica.

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