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Trasparenza, informazione, ricambio generazionale. L’impegno di Ismea verso una nuova agricoltura

La gestione del Sinab, importante banca dati sul biologico, l’affiancamento delle Regioni nel ricambio generazionale. E il lavoro, fondamentale, di formazione dei consumatori. A colloquio con Antonella Giuliano, responsabile dell’Ufficio produzioni certificate e ambiente della Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale

L’Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, è un ente pubblico economico che nell’ambito delle sue funzioni istituzionali realizza servizi informativi, assicurativi e finanziari e costituisce forme di garanzia creditizia e finanziaria per le imprese agricole. Lo scopo principale di questo ente è quello di favorire l’informazione e la trasparenza dei mercati, agevolare il rapporto delle imprese agricole con il sistema bancario e assicurativo e favorirne la competitività aziendale riducendone i rischi relativi alle attività produttive e di mercato. L’Ismea inoltre affianca le Regioni nelle attività di riordino fondiario e favorisce il ricambio generazionale in agricoltura in base ad uno specifico regime di aiuto approvato dalla Commissione europea. Per quanto riguarda il biologico Ismea gestisce il Sinab, un sito internet di particolare importanza per tutti gli operatori del settore.

 

Antonella Giuliano di Ismea
Antonella Giuliano è responsabile dell’Ufficio produzioni certificate e ambiente della Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale di Ismea

Ne abbiamo parlato con Antonella Giuliano, responsabile dell’Ufficio produzioni certificate e ambiente della Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale di Ismea.

 

Qual è il ruolo di Sinab nel contesto italiano?
Il Sinab è il Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica e svolge un importante ruolo per quest’area dell’agricoltura italiana. È un portale informativo destinato agli operatori del settore che l’Ismea gestisca da dieci anni per conto del Ministero delle politiche agricole alimentare e forestali, in collaborazione con l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari. Sul Sinab vengono pubblicati i testi legislativi nazionali ed europei, i decreti, le comunicazioni istituzionali, le attività relative a progetti di ricerca, i rapporti del gruppo di esperti per il supporto tecnico della produzione biologica (Egtop), i referenti e i dati di settore. Negli anni il portale è stato reingegnerizzato per facilitarne la navigazione e l’organizzazione dei contenuti sempre più corposi, per rendere fruibili e consultabili le banche dati e le elaborazioni statistiche fatte dall’Istituto e per valorizzare tutte le attività di analisi, studi e ricerche svolte dall’Ismea nell’ambito di programmi di attività nazionali finanziati dal Mipaff e di progetti riguardanti la Rete rurale nazionale per il bio.

 

Visita il sito web del Sinab

Il sito web del Sinab

 

Una delle aree più interessanti del Sinab è quello delle biostatistiche. Ce ne può parlare?
Tra le sezioni del Sinab quella delle biostatistiche pubblica i dati statistici sul biologico in Italia relativi a operatori, superfici, zootecnia, acquacoltura, importazioni, prezzi e consumi.  Per quanto riguarda la produzione le elaborazioni sono effettuate sui dati forniti al MiPAAF dagli Organismi di Controllo operanti in Italia, dalle Amministrazioni Regionali e dal SIB (il Sistema Informativo del Biologico). I dati sulle importazioni sono trasmessi al MiPAAF dalle ditte importatrici attraverso la certificazione elettronica dei prodotti importati sul sistema TRACES (TRAde Control and Expert System) e vengono successivamente assemblati e studiati da un gruppo di lavoro di esperti. L’andamento dei prezzi all’origine viene analizzato direttamente dall’Ismea che proprio recentemente ha potenziato la rete di rilevazione dei prezzi acquisiti sul territorio. Sono oltre 500 le combinazioni di prezzo prodotto che mensilmente una struttura composta da quindici rilevatori sul territorio e analisti interni all’Istituto acquisiscono, verificano e diffondono sul Sinab e sul sito ismeamercati.it.

 

 

Anche l’aggiornamento dei consumi del biologico nel mercato nazionale e dei prezzi al dettaglio relativi al canale della Gdo per le principali referenze commerciali è un’attività gestita direttamente dall’Ismea. Nella sezione Biostatistiche infine sono riportati i report annuali dal titolo “Bio in cifre” che dal 2000 raccolgono annualmente le principali evidenze del settore rappresentando un formidabile e ormai imprescindibile strumento di divulgazione dei risultati raggiunti nel tempo dall’agricoltura biologica e, dal 2018, pubblicazioni tematiche che si rivolgono agli operatori delle diverse filiere produttive come i cereali biologici o l’olio extravergine di oliva e focus di analisi che rispondono a contingenze specifiche, per esempio il mercato dell’online, il ruolo dei negozi specializzati nella vendita di prodotti biologici.

 

Il Capo di Stato Maggiore dei Carabinieri, Teo Luzi, insieme al Direttore Generale di Ismea, Raffaele Borriello
Fra le attività di Ismea c’è l’impegno per la legalità. Qui sopra il Capo di Stato Maggiore dei Carabinieri, Generale Teo Luzi, insieme al Direttore Generale di Ismea, Raffaele Borriello, durante la recente sottoscrizione dell’accordo per il monitoraggio e la sorveglianza delle attività fondiarie, al fine di prevenire illeciti ambientali

 

Ismea porta avanti anche progetti di ricerca e di sperimentazione sull’agricoltura biologica?
I programmi in cui opera l’Istituto sono suddivisi tra nazionali e comunitari e le attività svolte nei diversi ambiti sono progettate in maniera sinergica. Tra quelli nazionali rientrano attualmente due macro-progetti della durata triennale e derivanti da fondi per la ricerca. Il primo, DimecoBio, è un progetto per lo sviluppo e la prosecuzione delle attività volte alla definizione delle dimensioni economiche del settore dell’agricoltura biologica ai diversi livelli della filiera. Il secondo è FiBio, un progetto per l’analisi della distribuzione del valore, lo studio della certificazione di gruppo, la formazione e la tracciabilità.

I programmi nazionali della ricerca sono realizzati con l’obiettivo di supportare il settore attraverso il monitoraggio economico e strutturale, analisi ad hoc su aspetti di interesse per il settore, ricerche e studi di mercato che possono fornire indicazioni su tendenze e attese di mercato.

Non solo, con il programma FiBio le attività previste sono rivolte ad affrontare aspetti fondamentali per lo sviluppo del settore: dall’analisi del valore lungo le filiere e della logistica, alla certificazione di gruppo, dalla progettazione di percorsi formativi ad hoc alla definizione di specifiche tecniche per una futura banca dati transazioni istituzionale. Tra i programmi comunitari rientrano le attività della scheda progettuale “Filiera biologica e prodotti a IG” affidate all’Ismea nell’ambito della Rete Rurale Nazionale. Questi progetti promuovono le relazioni tra operatori, partenariato e Istituzioni locali e nazionali. Gli obiettivi delle azioni della scheda progettuale sono stimolare la partecipazione dei portatori di interesse all’attuazione dello sviluppo rurale, promuovere la diffusione e il consumo dei prodotti di qualità e l’innovazione nel settore. Con le attività rivolte alle amministrazioni nazionali e regionali viene fornito un supporto per le analisi, generali e di dettaglio, fondamentali per la valutazione contingente e la definizione degli scenari di politica agricola futura. Con il lavoro di valutazione e promozione delle misure di sviluppo rurale vengono monitorati i risultati raggiunti dalle azioni regionali negli interventi ambientali mentre con le campagne di informazione rivolte ai consumatori si comunicano i vantaggi ambientali e il valore, in termini di qualità e sicurezza alimentare, dei prodotti biologici e delle indicazioni geografiche. Varie sono le modalità operative individuate per la realizzazione delle progettualità consultabili nel sito della Rete Rurale Nazionale: si va dai documenti e report tecnici agli eventi e focus group, dal materiale audiovisivo alle piattaforme informatiche di consultazione interattiva delle informazioni.

 

Tra i progetti portati avanti che n’è qualcuno rivolto all’agricoltura biodinamica?
Ad oggi non vengono svolte attività specifiche sull’agricoltura biodinamica, ma sono molte le aziende dotate di questa certificazione che collaborano con l’Ismea e che vengono valorizzate come esempi virtuosi e incubatori di buone prassi.

Visita il sito web dell’Ismea

Il sito web dell'Ismea

 

Il punto di vista Ismea è senza dubbio privilegiato perché può beneficiare di una visione complessiva dell’agricoltura in generale e del settore bio in particolare. Quali sono le prospettive per il biologico nel nostro paese?
La crisi dovuta al Covid rivela a tutti noi quanto grande sia l’importanza strategica, per la sicurezza delle nostre vite, del settore agricolo, un settore di cui in genere fino ad oggi si è spesso parlato poco. Ed è proprio in questo periodo di svolta epocale, in cui ci siamo accorti dell’importanza della produzione agricola anche per la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo, che la Commissione europea ha approvato e posto alla nostra attenzione le due importanti strategie, la Farm to fork e la Strategia sulla biodiversità, in stretto collegamento fra loro. Se la strategia sulla biodiversità punta, entro il 2030, ad avere almeno il 30% delle aree rurali europee protette e ad almeno il 10% dei suoli agricoli destinati alla biodiversità, la Farm to fork in particolare può essere considerata un vero punto di svolta per il rinnovamento dell’agricoltura nel nostro Continente.

 

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In un quadro che indica ormai la necessità di una transizione verso i principi dell’agroecologia, in cui sono previsti, secondo il Green Deal, una riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi e del 20% dei fertilizzanti sintetici, abbiamo oggi il riconoscimento ufficiale del ruolo centrale che svolge l’agricoltura biologica come metodo agricolo rispettoso dell’ambiente e della salute, in grado di creare nuove prospettive occupazionali. Tanto da aver l’importante obiettivo del raggiungimento di una quota di almeno il 25% della Sau europea in biologico, oggi siamo all’8%, sempre entro il 2030. In tale contesto si ritiene che l’Italia, con il suo 15,8% di Sau biologica, e le sue esportazioni di prodotti bio, si ponga senza dubbio in una posizione di vantaggio strategico rispetto alla gran parte dei partner europei.

Dobbiamo quindi far valere questo vantaggio e garantire tutto il sostegno per una ulteriore e armonica crescita del settore attraverso la messa a sistema delle informazioni, la realizzazione di analisi e studi utili a guidare le decisioni degli operatori e della politica e la comunicazione al consumatore.

Scrive per noi

Carlotta Iarrapino
Carlotta Iarrapino
Analista, facilitatrice, comunicatrice e ambientalista. Laureata in economia a Firenze con master in Ambiente alla Scuola Sant’Anna di Pisa, svolge l’attività di consulenza dal 2000. È tra le fondatrici, nel 2008 di Contesti e Cambiamenti. Organizzazione, comunicazione e partecipazione le sue aree di intervento. È curatrice di BiodinamicaNews, la newsletter dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica.

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