Paolo De Castro

L'eurodeputato Paolo De Castro

Pac prorogata di due anni. Raggiunta l’intesa al Parlamento Ue

Dopo un lungo braccio di ferro trovato l’accordo nel trilogo istituzionale dell’Unione. La Commissione deve recedere dall’obiettivo di cambiare le regole, almeno per il biennio di transizione. Soddisfatto l’eurodeputato Paolo De Castro: «Garantita certezza giuridica ai nostri agricoltori, ora completiamo i programmi operativi per i settori strategici come l’apicoltura, l’olio d’oliva e la viticoltura» 

La notizia era nell’aria. Ma la certezza è giunta solo il 30 giugno: l’attuale Politica agricola europea è stata prorogata di due anni, ossia fino al 31 dicembre 2022. A certificarlo l’esito della trattativa fra i rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio Ue che chiude il trilogo istituzionale con la Commissione. Quest’ultima, due anni dopo l’avvio del negoziato, ha dovuto perciò recedere dall’obiettivo di varare la riforma nel 2021 insieme al nuovo quadro finanziario dell’Unione. Uno slittamento inedito nella storia della Pac che prevede circa 60 miliardi di euro l’anno a favore degli agricoltori europei di cui cinque per quelli italiani.

 


 

Le regole perciò rimangono, almeno per il momento, immutate e questo, in un periodo d’incertezza come quello che stiamo attraversando, non è un fattore da poco per il mondo agricolo: «Questo significa poter garantire certezza giuridica ai nostri agricoltori, che avranno la possibilità di programmare i loro piani aziendali per i prossimi anni. Abbiamo infatti bisogno di più tempo per ottenere un accordo ambizioso sulla futura politica agricola e, contemporaneamente, raggiungere una decisione sul bilancio della Pac per i futuri sette anni». È evidente però che il braccio di ferro non è stato semplice: «Ci tengo a ringraziare il team negoziale del Parlamento europeo, guidato dalla collega Elsi Katainen, e della presidenza croata per l’ottimo lavoro svolto, nonostante le pressioni e le minacce da parte dell’Esecutivo Ue di far saltare le trattative in caso di accordo superiore a un anno – ha commentato l’eurodeputato Paolo De Castro, coordinatore del gruppo Socialisti e Democratici alla commissione Agricoltura del Parlamento europeoPoi, finalmente, avremo a disposizione i regolamenti europei transitori per traghettare la Politica agricola oltre al 2020. Questo significa garantire certezza giuridica ai nostri agricoltori, che avranno la possibilità di programmare i loro piani aziendali per i prossimi anni. Abbiamo infatti bisogno di più tempo per ottenere un accordo ambizioso sulla futura politica agricola e, contemporaneamente, raggiungere una decisione  sul bilancio della Pac per i futuri sette anni».

La riforma prevede in particolare che ogni Stato membro elabori un piano strategico le cui azioni dovranno concorrere al raggiungimento di nove obiettivi specifici e di un obiettivo trasversale, attraverso la programmazione degli interventi previsti tramite entrambi i pilastri della Pac (finanziati con il FEAGA e il FEASR). Un nuovo modello di attuazione denso di incognite che aveva sollevato non poche critiche: «Il periodo transitorio di due anni – riprende De Castro –  ci permetterà anche di completare diversi programmi operativi di sostegno a vari settori strategici per l’Italia, quali l’apicoltura, l’olio d’oliva e la viticoltura, così come rafforzare le misure di gestione del rischio, abbassando dal 30 al 20% le soglie minime di perdita per l’attivazione dei fondi mutualistici contro le avversità climatiche e dello strumento di stabilizzazione del reddito aziendale. Ora abbiamo a disposizione il tempo necessario per affrontare le numerose sfide del comparto agroalimentare: dalle conseguenze del Covid-19 alla Brexit, dal bilancio alle rappresaglie commerciali di Paesi terzi, fino alla futura riforma dell’agricoltura europea. Come Parlamento europeo siamo pronti, sempre dalla parte dei nostri agricoltori».

L’intesa dovrà essere sottoposta al via libero definitivo da parte dell’assemblea plenaria dell’Europarlamento e del Consiglio Ue.

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Redazione
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1 thought on “Pac prorogata di due anni. Raggiunta l’intesa al Parlamento Ue

  1. Certo, ci sarà più tempo per cercare di spostare contributi e incentivi da un’agricoltura intensiva a quella biologica e biodinamica, il problema è però che i contributi sono erogati in base agli ettari destinati all’agricoltura e in Italia la maggior parte dell’agricoltura sostenibile e di qualità ed essendo territorio montano e collinare, si trova in queste zone, a differenza di paesi come la Francia, Germania e altri in Europa, perciò noi riceviamo e continueremo a ricevere meno contributi, tranne la Pianura Padana, dove tra l’altro, l’agricoltura e gli allevamenti intensivi risultano in un grande tasso di inquinamento….Tra l’altro né i nostri governi precedenti, né l’attuale, compresi i vari ministri dell’agricoltura, stanno destinando incentivi e finanze a chi produce in agricoltura biologica e biodinamica, lasciata alle iniziative, agli sforzi e alla capacità imprenditoriale private. La riconversione è solo un proclamo e il green deal europeo tanto proclamato non si sta traducendo in sostegni concreti a questa agricoltura. In Italia il sostegno sta andando esclusivamente ad agricoltura e allevamenti intensivi. Altri due anni che trascinano un passato che ha già dato i suoi risultati devastanti. Fino ad adesso l’Europa e la stessa Italia sono andate avanti con proroghe e deroghe. Sarò pessimista, ma il tempo sta scadendo.

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