Campo di sovescio

Il Decreto rotazioni entra in vigore: le regole su alternanza e sovesci per gli agricoltori bio

Con un ritardo di oltre due mesi entra in vigore la misura del Mipaaf che modifica le regole per le produzioni biologiche e per la loro etichettatura. Modifiche anche a proposito dei mangimi contenenti vitamine A, D ed E per i ruminanti

Il 22 giugno è entrato in vigore, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, il “Decreto rotazioni”, dopo 67 giorni dalla sua approvazione avvenuta lo scorso 9 aprile in pieno lockdown. Il ritardo sull’entrata in vigore è stato commentato con perplessità dal presidente di Aiab, l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, Antonio Corbari:

«Non ci è ben chiaro perché i produttori abbiano dovuto aspettare per la pubblicazione più di due mesi durante i quali, oltre alle preoccupazioni dovute all’emergenza Covid, alla siccità primaverile e al maltempo delle ultime settimane, hanno anche rischiato la decertificazione dei prodotti. Naturalmente nel frattempo le semine sono state fatte, a rischio e pericolo degli stessi produttori».

 

Antonio Corbari di Aiab
Antonio Corbari, presidente di Aiab

 

Ma andiamo a vedere cosa cambia con il nuovo Decreto 9 aprile 2020 del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf), che modifica il decreto n. 6793 del 18 luglio 2018, recante le disposizioni per l’attuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e n. 889/2008, e loro successive modifiche e integrazioni, relativi alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abrogava e sostituiva il decreto n.18354 del 27 novembre 2009, attraverso il quale vengono armonizzati e chiariti gli aspetti applicativi relativi al ruolo del sovescio e dell’avvicendamento dei diversi cicli colturali nell’ambito delle rotazioni.

 

 

Le rotazioni colturali sono un tema di fondamentale importanza per l’agricoltura biologica e il decreto specifica che «in caso di colture seminative, orticole non specializzate e specializzate, sia in pieno campo che in ambiente protetto, la medesima specie è coltivata sulla stessa superficie solo dopo l’avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa, coltura da sovescio o maggese. Quest’ultimo con una permanenza sul terreno non inferiore a sei mesi».

 

Pomodori coltivati in ambiente protetto
Anche il pomodoro biologico coltivato in serra, dopo due cicli colturali, deve sottostare a rotazione

 

Per quanto riguarda i «cereali autunno-vernini (ad esempio: frumento tenero e duro, orzo, avena, segale, triticale, farro ecc.) e il pomodoro in ambiente protetto possono succedere a loro stessi per un massimo di due cicli colturali, che devono essere seguiti da almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa, coltura da sovescio o maggese. Quest’ultimo con una permanenza sul terreno non inferiore a sei mesi». Viene quindi reintrodotto il sovescio, tecnica utilizzata già ampiamente in agricoltura, per esempio in quella biodinamica, per arricchire di sostanza organica il terreno, specificando che «la coltura da sovescio è considerata coltura principale quando prevede la coltivazione di una leguminosa, in purezza o in miscuglio, che permane sul terreno fino alla fase fenologica di inizio fioritura prima di essere sovesciata, e comunque occorre garantire un periodo minimo di novanta giorni tra la semina della coltura da sovescio e la semina della coltura principale successiva».

Il decreto modifica anche la procedura per le autorizzazioni per la somministrazione di mangimi contenenti vitamine A, D ed E per i ruminanti e le regole per l’etichettatura dei prodotti biologici, di fatto eliminando dall’etichetta il nome o la ragione sociale dell’operatore che ha effettuato la produzione, o la preparazione più recente, e riportando solo un codice identificativo numerico.

Il decreto si può leggere a questo link.

Scrive per noi

Carlotta Iarrapino
Carlotta Iarrapino
Analista, facilitatrice, comunicatrice e ambientalista. Laureata in economia a Firenze con master in Ambiente alla Scuola Sant’Anna di Pisa, svolge l’attività di consulenza dal 2000. È tra le fondatrici, nel 2008 di Contesti e Cambiamenti. Organizzazione, comunicazione e partecipazione le sue aree di intervento. È curatrice di BiodinamicaNews, la newsletter dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica.

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