Ismea ha presentato il rapporto sull'utilizzo delle polizze assicurative in bioagricoltura

Ismea ha presentato il rapporto sull'utilizzo delle polizze assicurative in bioagricoltura

Gestione del rischio, le polizze crescono anche nel bio

Secondo il recente rapporto Ismea nel 2016-2018 quasi il 6% delle imprese agricole assicurate in Italia è biologico. Una pratica in crescita in particolare nel centro-nord. Come ottenere gli aiuti dall’Europea e dall’Italia e mantenere la competitività anche in caso di fenomeni avversi, sempre più frequenti

L’Unione Europea e lo Stato italiano offrono un aiuto agli imprenditori agricoli che vogliano sottoscrivere una polizza assicurativa allo scopo di tutelare il reddito della loro azienda. Grazie al contributo sulla spesa per l’acquisto della polizza, che può arrivare fino al 70% del premio, il beneficiario ha così l’opportunità di preservare la sua azienda da perdite causate da eventi climatici avversi, fitopatie, infestazioni parassitarie, malattie degli animali assicurando tutte le colture, dai seminativi ai fruttiferi alle florovivaistiche, oltre all’intera gamma delle produzioni zootecniche. L’elenco completo dei prodotti assicurabili con l’agevolazione pubblica è riportato nel Piano Assicurativo Agricolo Nazionale (Paan), un documento approvato annualmente dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, consultabile sul sito internet del dicastero.

 

 

Come ottenere il contributo

Per ottenere il contributo l’imprenditore deve per prima cosa presentare all’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) la Manifestazione di Interesse, un modulo con i dati identificativi contenente la dichiarazione di volere usufruire dell’aiuto pubblico. Successivamente può stipulare la polizza agevolata con una Compagnia assicurativa o a un Consorzio di Difesa, nel rispetto dei termini e delle condizioni previsti dal Paan. Per ricevere il contributo è necessario che l’imprenditore presenti all’Agea un secondo documento denominato Pai (Piano Assicurativo Individuale), collegato al Fascicolo aziendale, contenente i dati delle superfici e delle rese relative al prodotto assicurato. Con questi dati potrà quindi compilare e presentare all’Agea le Domande di Sostegno e di Pagamento per ricevere direttamente, con un accredito sul suo conto corrente bancario, l’importo dell’aiuto pubblico. L’agricoltore può così coprirsi contro tutte le avversità atmosferiche, con un unico pacchetto completo o con specifiche combinazioni di rischio a sua scelta.

I rischi climatici assicurabili per le colture vegetali si distinguono in avversità catastrofali, gelo e brina, alluvione, siccità, avversità di frequenza, grandine, venti forti, eccesso di pioggia, eccesso di neve, e avversità accessorie, sbalzi termici, colpo di sole e vento caldo. Può inoltre assicurarsi contro le fitopatie e le infestazioni parassitarie previste dal Paan.

Nonostante le agevolazioni disponibili lo strumento assicurativo presso le aziende agricole che adottano in Italia metodi di produzione biologici appare in espansione ma l’area di espansione è ancora notevole. Nel 2018, le aziende biologiche assicurate sono state circa 3.700, con una crescita dell’89% rispetto al 2016. Considerando che le aziende totali certificate bio in Italia in quel periodo erano quasi 59mila, quelle assicurate risultano essere il 6,3%.

 

 

Cosa dice la ricerca

Questo è quello che emerge dal recente Rapporto Ismea sulla gestione del rischio nell’agricoltura biologica 2020 realizzato per conto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale 2014-2020. Si tratta del primo rapporto di questo tipo attraverso il quale sono messi in evidenza i principali indicatori relativi al grado di partecipazione delle aziende biologiche al sistema assicurativo agricolo agevolato. Il settore del bio comunque appare in linea con il contesto agricolo nazionale, fatta eccezione per le superfici coinvolte. Le polizze bio, infatti, appaiono poco rappresentate in termini di ettari, dato che solo il 3,5% della superficie biologica nazionale è stata oggetto di coperture agevolate.

 

Scarica il rapporto Ismea

 

Dai dati dell’indagine, che fanno riferimento al triennio 2016-2018, emerge che quasi il 6% delle imprese agricole assicurate in Italia sono biologiche, mentre in riferimento ai premi e ai valori assicurati l’incidenza del comparto biologico sfiora il 7%. In termini assoluti, nel 2018 le aziende agricole biologiche hanno assicurato un valore complessivo di oltre 395,6 milioni di euro, a fronte di premi versati alle compagnie assicurative per circa 31,2 milioni. Si tratta di realtà produttive con una dimensione media di quasi 19 ettari e con un valore della produzione assicurata di oltre 107mila euro.

I valori regione per regione

I costi assicurativi applicati alle aziende agricole biologiche non hanno mostrato variazioni tra il 2016 e il 2017, mentre sono cresciute di oltre un punto percentuale nel 2018, spingendosi dal 6,6% al 7,9%. Sempre in relazione alle tariffe il rapporto evidenzia che le più basse si registrano al Centro, mentre le più elevate nel gruppo delle regioni del Nord. L’analisi dei dati per ripartizione geografica rivela che nel 2018 gli incrementi più significativi dei valori assicurati, rispetto alla media nazionale pari a +27,9%, sono stati al Centro (+32,6%) e al Nord (+29,2%) Italia. Più lenta la crescita nelle regioni del Mezzogiorno (+16,1%), nonostante proprio al Sud sia presente più della metà della SAU biologica nazionale.

 

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La distribuzione dei valori assicurati per regione vede prevalere il Veneto, l’Emilia-Romagna, il Trentino Alto Adige e la Lombardia, in linea con quanto riscontrato per l’intero mercato assicurativo agevolato. La Toscana è la prima regione del Centro e figura al quinto posto della graduatoria, mentre la Puglia è la più assicurata tra le regioni del Sud, in settima posizione. A livello provinciale i maggiori valori assicurati in agricoltura biologica ricadono nelle province di Bolzano, Ferrara, Pavia, Verona e Cuneo. Siena è la prima provincia del Centro, Foggia quella del Sud.

In relazione alla distribuzione dei valori assicurati per prodotto, si osserva nel bio una marcata concentrazione su poche coltivazioni: le prime dieci produzioni coprono oltre l’85% del valore complessivo. L’uva da vino è il prodotto più assicurato con un peso sul valore complessivo del 38,8%, seguono mele (16,6%), riso (6,8%) e pomodoro da industria (6,3%).

Il sistema assicurativo agricolo agevolato contribuisce a rafforzare le tutele e le garanzie a favore delle aziende agricole e a preservarne la stabilizzazione dei redditi, rendendo le imprese più solide sul piano operativo e più autonome nel reperimento dei mezzi finanziari. La gestione del rischio, infatti, è ormai diventato un fattore strategico per la competitività delle aziende agricole italiane, molto più esposte rispetto al passato agli impatti negativi degli eventi climatici avversi sulle produzioni e, di conseguenza, sui redditi.

Scrive per noi

Carlotta Iarrapino
Carlotta Iarrapino
Analista, facilitatrice, comunicatrice e ambientalista. Laureata in economia a Firenze con master in Ambiente alla Scuola Sant’Anna di Pisa, svolge l’attività di consulenza dal 2000. È tra le fondatrici, nel 2008 di Contesti e Cambiamenti. Organizzazione, comunicazione e partecipazione le sue aree di intervento. È curatrice di BiodinamicaNews, la newsletter dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica.

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