Due giovani impegnati nell'agricoltura sociale, rapporto Coldiretti 2020

Secondo Coldiretti esistono 9.000 esperienze di agricoltura sociale, il nuovo welfare verde del paese

Il welfare verde, la risposta dell’agricoltura a disagio e povertà nel rapporto di Coldiretti

Sono novemila in tutta Italia le aziende che organizzano agriospizi, centri estivi per bambini, attività di sostegno a immigrati o persone in difficoltà per un valore equivalente in servizi che raggiunge il miliardo di euro. Mentre l’indigenza, anche a causa della pandemia, è in forte crescita

Centri estivi rurali per i bambini, agriospizi per anziani, strutture finalizzate alla cura delle dipendenze fra ortoterapia, pet therapy e assistenza psicologica. In Italia sono circa novemila le fattorie impegnate nel sociale, sette volte di più rispetto al 2013 per un valore equivalente di servizi sanitari ed educativi, nell’ottica della sussidiarietà, che raggiunge il miliardo di euro. Sono i dati e le storie che emergono da “La vera agricoltura sociale fa bene all’Italia”, il primo rapporto di Coldiretti su quell’area d’imprese che coniuga l’attività agricola con la missione del welfare.

 

Guarda il servizio sulla presentazione del rapporto

 

Secondo Coldiretti durante l’ultimo anno oltre 40mila famiglie hanno usufruito dei servizi nati grazie all’impegno degli agricoltori a sostegno di disabili motori e cognitivi, persone con autismo, detenuti ed ex detenuti, minori disagiati o con difficoltà di apprendimento, donne vittime di abusi, anziani, persone con problemi relazionali oppure con dipendenze, fino ai disoccupati e agli immigrati. Un’area molto ampia di disagio che durante i mesi della pandemia è ulteriormente cresciuta con oltre un milione di persone che non avevano mai prima d’ora sperimentato condizioni di vita tanto problematiche, segnate dalla disoccupazione e anche dall’indigenza alimentare. Una crisi trasversale cui le esperienze di agricoltura sociale possono dare una risposta su tutto il territorio nazionale: il 52,4% di queste infatti si trova al Nord, il 21,4% al Centro e il 26,2% al Sud.

 

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti
Ettore Prandini, presidente di Coldiretti

«Oggi produrre in agricoltura vuol dire anche rispondere a precise necessità sociali in ambiti diversi – spiega il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini – Grazie agli agricoltori si realizzano progetti che offrono servizi di qualità a persone svantaggiate con percorsi di integrazione e formazione che spesso sfociano in contratti di lavoro che restituiscono dignità e traiettorie di futuro».

 

Il nuovo welfare “verde”, regolato dalla legge nazionale 141/2015 e da normative regionali, nasce dall’innesto dei percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale su attività agricole tradizionali come la coltivazione, l’allevamento, l’agriturismo, le fattorie didattiche e anche le vendite dirette che coinvolgono l’80% delle fattorie sociali italiane la cui dimensione media raggiunge i 24 ettari, più del triplo delle altre aziende agricole.

 

Coldiretti, agricoltura sociale
L’ortoterapia rappresenta una delle pratiche più efficaci di agricoltura sociale

Gli anziani ad esempio, si legge nel rapporto, passano la giornata all’aria aperta negli agriospizi e nelle residenze rurali praticando l’orticoltura, partecipando a corsi di cucina, ginnastica e rieducazione posturale fino alle escursioni in campagna favorendo la socializzazione e il mantenimento di una buona condizione psicofisica, ovviamente nel rispetto delle misure sul distanziamento sociale.

«Nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco – aggiunge Prandini – ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona. E il welfare rurale rappresenta oggi la punta più avanzata della svolta multifunzionale che ha rivoluzionato l’agricoltura italiana».

 

Durante la presentazione alla ministra Teresa Bellanova è stato donato il primo gel disinfettante a base di prodotti naturali prodotto da una fattoria sociale di Comano Terme (Tn)
Durante la presentazione alla ministra Teresa Bellanova è stato donato il primo gel disinfettante a base di prodotti naturali prodotto da una fattoria sociale di Comano Terme (Tn)

Alla presentazione del rapporto ha partecipato il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, alla quale è stato donato il primo gel disinfettante a base di prodotti naturali, come lavanda e timo, prodotto durante il lockdown da una fattoria sociale di Comano Terme (Tn) che produce erbe officinali e  accoglie in azienda bambini per la didattica e persone in difficoltà per interventi assistiti con gli animali. Ma le esperienze sono molte e variegate: il database di quelle appartenenti alla rete di Coldiretti, regione per regione, è a questo link.

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