Carlo Triarico

Carlo Triarico, direttore di Agricolturabio.info e presidente dell'Associazione per l'agricoltura biodinamica

Dal cibo alla cura

DOSSIER. SALVIAMO LA FERTILITA’ DELL’UOMO E DELLA TERRA. La ricerca scientifica evidenzia che nutrirsi di alimenti biologici e biodinamici libera i tessuti dai residui dei pesticidi. Uno studio di grande valore conferma che questi benefici riguardano anche la sfera della fertilità maschile. Un problema sottaciuto ma di grande rilevanza sociale

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Questo nuovo dossier di AgricolturaBio diffonde al pubblico una scoperta di grande importanza: la scoperta che il cibo biologico e biodinamico ha un effetto proattivo sugli inquinanti presenti nell’organismo umano e contro i danni alla salute in genere causati dagli inquinanti. Tra i danni che il cibo bio riesce a controllare, il dossier prende in considerazione in modo più approfondito, sulla base degli studi condotti dal dottor Luigi Montano che lui stesso presenta nello stesso servizio, l’infertilità maschile. Questo non solo perché il crollo della fertilità maschile è un problema gravissimo e in rapido accrescimento, che pone una tara sul futuro dell’umanità.

L’infertilità è anche un indicatore tra i più efficaci sullo stato generale dell’organismo e sull’effetto su di esso delle sostanze inquinanti.

Il fatto che sia in aumento e che si possa controllare col cibo, deve diventare un’informazione ampiamente in possesso della popolazione. Deve essere fatto conoscere che il valore nutraceutico e funzionale degli alimenti biologici e biodinamici si estende fino a un concreto effetto di contrasto ai danni che l’inquinamento chimico provoca all’organismo.

 

Tra gli effetti proattivi del cibo biologico e biodinamico c'è quello riguardante la fertilità maschile
Tra gli effetti proattivi del cibo biologico e biodinamico c’è quello riguardante la fertilità maschile

 

Finora la letteratura scientifica ha contemplato diversi studi che evidenziano la diminuzione dei residui di pesticidi nel sangue e nei tessuti umani a seguito del consumo di cibo bio. Era del resto prevedibile che, assumendo alimenti coltivati senza pesticidi, si registrassero attese diminuzioni di quelle sostanze nell’organismo.[1] La ricerca ha anche evidenziato le tendenze sulla fertilità e il supporto positivo del cibo bio con questa, unitamente alle buone pratiche per il risanamento da diverse patologie.[2] Questo nuovo numero di AgricolturaBio Dossier però parla di altro, ossia della capacità del cibo biologico e biodinamico non solo di non introdurre nuovi inquinanti, ma di ridurre le sostanze inquinanti presenti nell’organismo e di mitigarne gli effetti negativi sulla salute.

Gli studi qui presentati, compiuti in campo su un campione ampio di popolazione delle aree più inquinate, evidenziano condizioni gravissime molto evidenti nelle nuove generazioni.

 

La Commissione Europea presenta la strategia Farm to Fork e Biodiversità
La Commissione Europea ha approvato nel maggio scorso la strategia Farm to Fork e Biodiversità, nell’ambito del Green Deal

 

La questione degli interferenti endocrini inizia ed essere presa seriamente in considerazione e consiglia di lavorare a un nuovo modello agroalimentare. La Commissione Europea ha emanato da poco le strategie Farm to Fork e Biodiversità, due programmi per ridurre l’uso di pesticidi, instaurare l’economia circolare della gestione aziendale, aumentare le aree destinate alla biodiversità, riutilizzare i residui colturali e le deiezioni animali per la fertilità della terra.

Sono questi tutti obbiettivi su cui fu fondata l’agricoltura biodinamica, l’origine da cui sorse l’agricoltura biologica. A distanza di un secolo, quelle intuizioni divengono un disegno comune e una possibilità per tutti.

 

Una mano regge un grappolo d'uva
Le antocianine danno a frutta e verdura un bel colore ma sono anche segno di buone proprietà organolettiche e sono antiossidanti

 

Proprio i dati che la letteratura scientifica ci consegna sul cibo biodinamico costituiscono indicazioni preziose per gli indirizzi della ricerca sul valore terapeutico del cibo. Mangiar bene è un requisito da osservare per restare in salute, precetto che diventa ancor più attuale in questo periodo di pandemia. Alcune sostanze presenti nel cibo hanno un effetto positivo per rafforzare il nostro organismo, tanto da esser dette nutraceutiche, termine derivato dagli aggettivi nutrizionale e farmaceutico. Si tratta cioè di cibo che nutre e sostiene la salute.

Le antocianine, per esempio, sono quelle che danno a frutta e verdura un bel colore e le fanno apparire più belle. In realtà sono anche segno di buone proprietà organolettiche, ma soprattutto svolgono un effetto importante per la nostra salute, perché sono antiossidanti.

Purtroppo si deteriorano facilmente, se non si adottano pratiche agroalimentari rispettose. La saggezza popolare si fidava dei colori e dei profumi del cibo e sapeva scegliere i migliori alimenti, già prima che fosse scoperta la connessione tra alcune apparenze esteriori e il valore nutrizionale e terapeutico del cibo. Negli anni Novanta è stato ben descritto che le antocianine e in genere i flavonoidi, oltre a possedere funzioni anti età, hanno  un’azione antinfiammatoria, antitumorale e sono potenti protettori contro le complicanze cardiocircolatorie. Stimolano la risposta del sistema immunitario e aumentano la sua efficacia contro i patogeni.

 

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La ricerca e gli studi in essere stanno mostrando una certa tendenza nel rilevare una presenza notevolmente maggiore di sostanze antiossidanti proprio in frutta e verdura coltivate col metodo biodinamico. Una scoperta che diviene ora di grande attualità, poiché le quantità di queste preziose sostanze risultano maggiori nelle verdure biodinamiche, sia rispetto alle stesse verdure coltivate con metodo convenzionale, sia rispetto a quelle coltivate con metodo biologico.

L’agricoltura biodinamica è stata la prima forma di bioagricoltura e ne rappresenta un’applicazione particolarmente rigorosa, attraverso standard di produzione che sono stati scritti dagli anni Venti del Novecento dall’organizzazione Demeter, la federazione internazionale degli agricoltori biodinamici.

 

Un contadino trasporta patate in un vassoio sopra la testa
Alcune università europee hanno verificato che i fenoli e gli antociani totali nelle patate coltivate con la biodinamica aumentano considerevolmente

 

Già nel 2005 alcuni ricercatori delle università statali di Washington, Utha e California avevano documentato che dall’uva biodinamica proveniva una quantità notevolmente maggiore di fenoli e di antociani, che non riuscivano a spiegare.[3] È stata poi l’Università di Firenze a misurare con precisione nella lattuga biodinamica un quantitativo di antociani doppio rispetto alla lattuga convenzionale e notevolmente maggiore della biologica.[4] Successivamente altre università europee hanno voluto verificare queste proprietà dei prodotti biodinamici nelle patate e anche in questo caso hanno trovato che dopo l’uso dei preparati biodinamici, i fenoli totali e gli antociani totali erano aumentati in modo importante in tutte le varietà testate.[5]

 

La struttura dell'apigenina, un flavone presente nelle foglie di sedano e prezzemolo
La struttura dell’apigenina, un flavone presente nelle foglie di sedano e prezzemolo (Fonte: Wikipedia)

 

Nel 2015 è poi arrivato uno studio italiano sulle uve biodinamiche, svolto in collaborazione con alcune università di Spagna e Brasile, che ha mostrato la maggiore presenza di enzimi dall’alto valore nutraceutico.[6] Tra questi il Gluconato, una sostanza alimentare, che la Food and Drug Administration, l’autorità statunitense per la sanità e l’alimentazione, ha segnalato tra quelle più attive per ridurre le malattie cardiovascolari. Bisogna anche considerare che proprio i flavonoidi hanno la capacità di potenziare l’attività enzimatica.[7] Nel cibo biodinamico si è trovata dunque una gran quantità di quelle sostanze, che si alleano tra loro per rafforzare il nostro organismo durante le emergenze. Tanto che in alcuni tra i più recenti studi scientifici, le sostanze di cui si testa in vitro l’effetto contro le cellule tumorali sono ricavate proprio da prodotti biodinamici e ciò sia a causa dell’alta concentrazione, sia per la garanzia di assenza di pesticidi sintetici.[8]

Per tutti queste evidenze scientifiche la Regione Puglia ha deciso recentemente di inserire l’agricoltura biodinamica nell’Apulian Life Stile, la delibera regionale che indica lo stile di vita più adatto alla salute pubblica.

 

Una giovane coppia compra frutta fresca al mercato
Soprattutto durante la pandemia abbiamo compreso l’importanza di una sana alimentazione e di stili di vita che rafforzino l’organismo

Nel difficile periodo di pandemia stiamo imparando a proteggerci dall’esterno per evitare di contrarre l’infezione da Covid-19, osservando tutte le precauzioni opportune. Allo stesso modo è importante imparare a proteggersi anche internamente, adottare uno stile di vita sano, rafforzare l’organismo, il sistema immunitario e le funzioni fisiologiche, che quando sono in buono stato, ci permettono di reagire al meglio alle infezioni. Come non mai possiamo approfittare del cibo fresco frutto del lavoro contadino e delle proprietà salutari presenti in quello biodinamico, che gli scienziati hanno evidenziato. Come detto all’inizio, questo nuovo numero dei Dossier di AgricolturaBio tocca un tema gravissimo e allo stesso tempo tenta un’operazione inedita e necessaria. Soprattutto offre delle soluzioni a portata di mano.  La gravità del fenomeno emergerà dalla lettura dei dati presentati negli articoli che seguono.

È vero che gli interferenti endocrini e gli inquinanti chimici in genere presenti nel nostro cibo rischiano di portare l’umanità verso un’estinzione per infertilità e aumentano l’incidenza di patologie gravissime.

 

Semi fra le dita da spargere nella terra
Occorre un’alleanza interdisciplinare fra agricoltori, studiosi ed esperti ambientali che lavorano sulla fertilità della terra per cambiare paradigma scientifico

 

Insieme alle patologie e ai danni alla salute, che le ricerche scientifiche documentano da tempo, è in calo spaventoso la fertilità maschile e i danni si stanno trasferendo con maggiore gravità da generazione a generazione con sempre maggiore effetto. Su questi dati AgricolturaBio, con questo dossier, compie l’operazione inedita di una divulgazione che mette in comunicazione e collaborazione diversi mondi, non solo quelli degli esperti di medicina che, da diverse discipline, iniziano a mettere in comune gli archivi e moltiplicare l’effetto dei propri studi. Il dossier rompe anche le barriere professionali e porta a una collaborazione inedita con gli agricoltori, con gli esperti ambientali, che operano sul fronte della produzione e della vita agricola e lavorano alla fertilità della terra. Un’alleanza interdisciplinare questa, che apre non solo a inediti risultati, ma anche a un cambio di paradigma scientifico: dalla specializzazione parcellare, alla cooperazione della comunità scientifica e del mondo agricolo mirata a qualificare una scienza ampliata e integrale.

 

Un trattore sul campo
Il mondo agricolo è chiamato a un’importante sfida di cambiamento per produrre cibo utile alla salute dell’uomo e della terra

Le soluzioni dei danni nel cibo sono nel cibo stesso. Le soluzioni ai danni all’ambiente sono nel cibo stesso. Ci sono alimenti in grado di ridurre e rendere decisamente meno dannosi i nemici in noi, le sostanze più pericolose.

Emerge che l’assunzione di alcuni alimenti non solo non fa aumentare il tasso di inquinanti nei nostri tessuti, ma è in grado di mitigarne gli effetti e di depurare l’organismo. I dati scientifici del valore nutraceutico di alcuni alimenti sono stupefacenti almeno quanto sono preoccupanti i dati sugli effetti tossici. Tra i cibi di documentato valore nutraceutico ci sono i prodotti biologici e biodinamici. Ne vedremo gli effetti, soprattutto attraverso una ricerca mirata. In rapporto ai danni cui assistiamo, sono ancora troppo pochi gli studi sul valore nutraceutico del cibo e soprattutto del cibo biologico e biodinamico, con la sua capacità di disintossicarci e liberarci di alcuni indesiderati ospiti.

L’aver iniziato a documentare la capacità risanatrice del cibo, in rigorose ricerche pubblicate in riviste scientifiche referate, deve indurre a far presto e ad aumentare gli studi e i finanziamenti per compierli.

 

I dati sul valore nutraceutico del cibo biologico e biodinamico andrebbero sostenuti e resi noti ai consumatori

Ci sono diversi studi che testimoniano dell’assenza di pesticidi nel cibo bio e della diminuzione dei pesticidi nei nostri tessuti dopo un periodo di dieta biologica e biodinamica. Questi studi confermano un’ipotesi logica: se non assumo pesticidi, non li trovo in me. Quello che però iniziamo a documentare, è che alcuni alimenti non solo non contengono pesticidi, ma hanno la capacità di sostenere l’organismo nel liberarsi degli elementi più pericolosi. Hanno cioè una inaspettata capacità proattiva a supporto dell’impegno dell’organismo di tenersi in salute e di neutralizzare le sostanze dannose.

L’alimentazione diventa atto terapeutico.


NOTE

[1] Si veda per esempio: Association of Frequency of Organic Food Consumption With Cancer RiskFindings From the NutriNet-Santé Prospective Cohort Study, JAMA Intern Med. 2018;178(12):1597-1606.

[2] Si veda per esempio: A Systematic Review of Organic Versus Conventional Food Consumption: Is There a Measurable Benefit on Human Health? “Nutrients”. 2020 Jan; 12(1): 7. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7019963/

[3] J. R. Reeve et al. Biodynamically and Organically Managed Vineyards – 367 Soil and Winegrape Quality in Biodynamically and Organically Managed Vineyards. American Journal of Enology and Viticulture 56(4):367-376

[4] Heimler et al., Conventional, organic and biodynamic farming: differences in polyphenol content and antioxidant activity of Batavia lettuce, Journal of  Society of Chemical Industry, 2011.

[5] E. JARIENE et al., Influence of Biodynamic Preparations on the Quality Indices and Antioxidant Compounds Content in the Tubers of Coloured Potatoes (Solanum tuberosum L.), Not Bot Horti Agrobo, 2015, 43(2):392-397

[6] R.V. Botelho et al., Physiological responses of grapevines to biodynamic management, in RENEWABLE AGRICULTURE AND FOOD SYSTEMS · OCTOBER 2015

[7] D. E. Stevenson et al., Polyphenolic phytochemicals: just antioxidant or much more? Cell Mol Life Sci 64:2900 – 2916 (2007)

[8] D. Gnocchi et al., Inhibition of Hepatocellular Carcinoma Growth by Ethyl Acetate Extracts of Apulian Brassica oleracea L. and Crithmum maritimum L., Plant Foods Hum Nutr 2019 DOI 10.1007/s11130-019-00781-3.

 

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Carlo Triarico
Carlo Triarico
Carlo Triarico, storico della scienza, presiede l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica. È vicepresidente di Federbio e direttore dell’Istituto Apab, istituto di formazione riconosciuto. È membro del “Comitato permanente ricerca in agricoltura biologica e biodinamica” del Ministero dell’Agricoltura, editorialista per l’Osservatore Romano e conduttore della rubrica settimanale “Agricoltura? Parliamone” su Radio Radicale. Svolge un’intensa attività di volontariato, divulgazione e insegnamento.
Contatto: Carlo Triarico

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