Luigi Montano

Luigi Montano è medico-ricercatore, responsabile dell’Unità di Andrologia e Medicina dello Stile di Vita in Uroandrologia dell’ASL Salerno

EcoFoodFertility è un progetto di ricerca multicentrico e multidisciplinare che, in un’ottica di prevenzione primaria, a salvaguardia della salute delle popolazioni che vivono in contesti ambientali sfavorevoli come la cosiddetta “Terra dei Fuochi” in Campania o altre afflitte da simili fenomeni d’inquinamento, introduce un approccio integrato e diretto di valutazione del rischio biologico precoce, individuando nel seme maschile una chiave di lettura affidabile circa il peso delle contaminazioni sulla salute umana 1 2. In sostanza, a differenza degli studi di epidemiologia classica che valutano il rischio “contando” gli esiti finali del danno alla salute (mortalità, incidenza, ricoveri per malattie, tumori ecc), EcoFoodFertility valuta i segni più precoci di modificazione funzionale o strutturale prima che si manifesti il danno clinico, puntando sui cosiddetti organi-spia, come l’apparato riproduttivo, dove il seme maschile rappresenta un fluido ideale, facilmente studiabile, una vera e propria “sentinella” della salute e anche potenziale predittore di malattie cronico degenerative per le attuali e future generazioni.

 

Gli step del progetto Ecofoodfertility
Gli step del progetto Ecofoodfertility

 

Il progetto è diviso in due parti:

 

  • Valutazione e misurazione del danno.

Studio sistematico di biomonitoraggio umano volto a verificare eventuali differenze di rischio fra maschi sani residenti in contesti ambientali a diversa pressione ambientale  valutabili attraverso l’analisi quali-quantitativa nel seme e sangue (anche di capelli e urine) di diversi contaminanti ambientali come metalli pesanti, diossine, pcb, idrocarburi policiclici aromatici, ftalati, parabeni, pesticidi, perfluorurati, nanoparticolato, micro e nanoplastiche ed i loro effetti biologici con lo studio di diversi biomarcatori, ossidativi, immunologici, proteomici, lipidomici, genetici, epigenetici, metabolomici e altre omiche.

  • Bonifica dell’uomo inquinato

Misure di prevenzione e di intervento per compensare e/o modulare gli effetti dell’inquinamento ambientale sull’uomo attraverso modifiche degli stili di vita individuali e soprattutto sulla dieta mediterranea con prodotti biologici e biodinamici ed in talune condizioni su sostanze nutraceutico/funzionali,  ad alto potere detossificante.

 

Primi risultati

Diversi sono stati gli studi presentati e pubblicati su riviste internazionali (circa cinquanta sono i lavori, fra “peer reviewed”, capitoli di libri, tesi di laurea, di dottorato, abstract pubblicati negli ultimi cinque anni) a partire proprio dal confronto fra due aree ad alto (Terra dei Fuochi) e basso impatto ambientale (Valle del Sele e Cilento nel salernitano) della Campania e di altre aree d’Italia a rischio che abbiamo condotto con ricercatori di diverse Università e centri di ricerca pubblici come il Cnr, l’Enea e l’Istituto Superiore di Sanità. Insieme a questi abbiamo costituito la Rete nazionale EcoFoodFertility che si sta ampliando anche all’estero a partire dalla Spagna, Croazia, Grecia. Fra gli studi più significativi, un biomonitoraggio condotto su 222 maschi sani, non fumatori, omogenei per età, indice di massa corporea e stili di vita 3  dove riscontrammo  nei maschi residenti in “Terra dei Fuochi” un eccesso statisticamente significativo di diversi metalli rispetto a quelli residenti nell’Alto medio Sele in provincia di Salerno: Alluminio, Rame, Manganese, Nichel e soprattutto Cromo. A maggiore bioaccumulo si accompagnava una riduzione della motilità degli spermatozoi, un aumento della frammentazione del DNA spermatico, una ridotta capacità antiossidante nonché significative differenze evidenziabili nei telomeri spermatici 4.

Quindi è possibile dedurre che l’ambiente influisca negativamente sul seme umano che risente precocemente  degli effetti deleteri degli inquinanti ambientali.

Circa la valutazione di quale parametro seminale (numero, motilità, morfologia, danni al DNA) fosse più sensibile all’inquinamento, abbiamo pubblicato uno studio 5 confrontando i livelli di PM10, PM2.5, Benzene all’interno dell’Ilva di Taranto, nella città di Taranto, a Palermo, nella Terra dei Fuochi e nell’area del Sele (Salerno) con i parametri seminali e abbiamo visto che i livelli di frammentazione del DNA spermatico nell’area della Terra dei Fuochi e di Taranto, erano significativamente maggiori di circa il 30% rispetto a quelli delle aree di Palermo e Salerno. Si è aperto così uno scenario ancor più preoccupante, perché rispetto ai parametri classici dello spermiogramma (numero, motilità e morfologia) il DNA spermatico risulta l’elemento più sensibile all’inquinamento atmosferico, con le immaginabili conseguenze visto che porta in sé le informazioni genetiche. Su questa scia, di recente abbiamo pubblicato un altro studio su altri 240 giovani maschi sani delle due aree campane in cui oltre ad aver verificato un alterato rapporto fra proteine spermatozoarie (istoni e protamine) nei ragazzi di Terra dei fuochi, abbiamo scoperto un nuovo possibile meccanismo di danno da metalli sul DNA spermatico mediato da queste stesse proteine alterate 6.

 

Una zona inquinata
Lo studio ha messo a confronto i parametri seminali di soggetti provenienti da due aree ad alto e basso impatto ambientale della Campania e di altre aree d’Italia a rischio

 

I rischi per la nuove generazioni

Gli inquinanti attraverso meccanismi diretti ed indiretti, inducono alterazioni genetiche ed epigenetiche dei gameti maschili che, se non riparate nelle fasi successive alla fecondazione, possono favorire aborti e malformazioni congenite ma anche suscettibilità a molteplici malattie nel bambino e nell’adulto per più generazioni. In sostanza, la stessa aspettativa di vita sana può essere già compromessa alla nascita per le epimutazioni trasmissibili, in particolare, per via paterna, considerando l’estrema sensibilità degli spermatozoi e questo si traduce in una preoccupazione sempre più fondata per la salute delle generazioni future visto l’andamento crescente di diverse malattie cronico-degenerative che hanno un impatto socio-sanitario ed economico altissimo.

 

Il progetto FAST

Da alcuni mesi abbiamo completato, nell’ambito di EcoFoodFertility, lo studio FAST (Fertilità, Ambiente, Alimentazione, Stili di vita), finanziato dal Ministero della Salute all’Asl di Salerno e svolto in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università di Brescia, il CNR di Avellino, l’ENEA di Casaccia (RM), l’Università di Milano e Napoli Federico II. Lo studio ha dimostrato, con un trial clinico randomizzato, il primo al mondo realizzato su circa 350 giovani maschi sani, non fumatori (19.3 di età media) non solo l’efficacia della dieta mediterranea con prodotti biologici e biodinamici nel migliorare tutti gli indici di fertilità maschile, ma anche nel favorire la detossificazione di diversi inquinanti ambientali. Inoltre, uno studio pilota appena concluso dal gruppo di ricerca EcoFoodFertility, ha dimostrato tassi di contaminazione per metalli pesanti nel sangue, urine e capelli, IPA (Idrocarburi policiclici aromatici), PCB (Policlorobifenili) e PCB diossino-simili nel sangue, significativamente più bassi in una famiglia che si alimenta da 12 anni con prodotti biologici e biodinamici e residente stabilmente in un’area ad alto impatto ambientale rispetto ad altre famiglie che si alimentano in modo convenzionale e residenti in aree a basso impatto ambientale.

 

La dieta bio-mediterrana

La seconda fase del progetto, una volta appurato che esiste un maggior rischio per la salute non solo riproduttiva nelle aree a maggiore pressione ambientale, fa riferimento alla concreta possibilità di detossificare l’organismo da inquinanti ambientali attraverso la dieta mediterranea con alimenti provenienti da agricoltura biologica e/o biodinamica. In linea generale questa nuova interpretazione, centrata sulla dieta Mediterranea bio che detossifica dagli inquinanti, attraverso una dieta ricca di vegetali con alto potere antiossidante, rappresenta un presidio importante al fine di tutelare la salute pubblica, in particolare nelle aree dove  maggiore è l’impatto ambientale. In termini più strettamente scientifici, la letteratura evidenzia come diversi composti fitochimici normalmente presenti nella dieta mediterranea, più ricca in particolare di vegetali, legumi e frutta, siano in grado d’interagire con i contaminanti, interferendo attraverso diversi meccanismi (antiossidante, antiinfiammatoria, chelante, epigenetica) di cui per brevità rimandiamo alla figura n. 2, capaci di  modificare le concentrazioni tissutali e dunque favorirne l’eliminazione 7 8 9 10 11 12 13 14.

 

Ecofodfertility, le interazioni dei composti presenti nella dieta mediterranea
Le interazioni dei composti presenti nella dieta mediterranea

 

L’assunzione poi degli alimenti tipici della dieta mediterranea, se provenienti dal mondo del biologico e biodinamico, oltre a non contenere pesticidi di cui la letteratura scientifica in abbondanza riporta gli effetti negativi sulla salute umana, presentano più alte concentrazioni di antiossidanti, in particolare Polifenoli 15; Flavonoidi 16; Carotenoidi 17; maggiori concentrazioni di microelementi come vitamina C, Ferro, Magnesio, Fosforo 18 19, livelli alti di acidi grassi Omega-3 nei prodotti lattiero-caseari biologici 20 21 22 ;  migliori profili di acidi grassi saturi come acido linoleico, acido palmitoleico nei prodotti a base di carne biologici 23 24, maggiori concentrazioni di acidi grassi anche polinsaturi come omega-3 e acidi linoleici coniugati (CLA) sempre nei prodotti a base di carne biologici 25 26. Fra l’altro, da studi animali, i CLA svolgono una funzione importante nella prevenzione di patologie, come le malattie cardiovascolari, il cancro e le reazioni allergiche 27.

È dimostrato peraltro che i bambini che nei primi anni di vita consumano latte e derivati biologici e biodinamici corrono un basso rischio di soffrire di manifestazioni allergiche e come già prima detto, gli alimenti biologici sono in grado di ridurre nell’organismo i livelli di metaboliti tossici, compresi i metalli pesanti come il cadmio, oltre ovviamente ai fertilizzanti chimici e ai pesticidi 28, 29.

Inoltre il consumo di alimenti biologici può anche ridurre l’esposizione a batteri resistenti agli antibiotici 30. Pertanto questa maggiore ricchezza di componenti salutari nei prodotti biologici e biodinamici rispetto a prodotti non biologici, rappresenta ancor di più un presidio fondamentale per contrastare l’effetto degli inquinanti ambientali, dunque una misura operativa di prevenzione primaria importante e percorribile per tutte le patologie croniche al fine di mantenere una buona salute generale. Infine, diffondere la cultura dell’alimentazione  biologica e favorire una nuova educazione e consapevolezza alimentare, contribuendo all’aumento della domanda, spinge la riconversione agricola verso misure di coltivazione agroecologica che tutelano la fertilità dei suoli, la biodiversità e la salvaguardia dell’ambiente in toto.

 

Verdura fresca nelle mani di una ragazza, la dieta mediterreanea detossifica dagli inquinanti
La dieta Mediterranea bio detossifica dagli inquinanti, attraverso un’alimentazione ricca di vegetali con alto potere antiossidante

Il progetto con il mondo bio

Sulla base di questi primi risultati dell’intervento nutrizionale, che stiamo sottomettendo su riviste internazionali peer-reviewed, appena prima dell’emergenza Covid-19 abbiamo disegnato un grande progetto nazionale per rafforzare e validare gli studi sul modello della dieta mediterranea con alimenti biologici e biodinamici per contrastare gli effetti degli inquinanti ambientali. In effetti da una revisione della letteratura scientifica finora disponibile non risulta essere mai stato effettuato un trial clinico randomizzato su larga scala con un intervento dietetico completo e numerosità campionaria importante, di durata superiore alle quattro settimane nel confronto fra consumo di prodotti bio e non bio, tanto che due recentissime review 31, 32 raccomandano proprio l’esecuzione di tali studi per mettere un punto fermo sui benefici che l’alimentazione biologica ha sugli indici di salute generale.

Mai per di più è stato avviato uno studio sistematico finalizzato a valutare gli effetti del biologico nel modulare l’impatto degli inquinanti, favorirne la loro riduzione nell’organismo ed anche l’eliminazione di parte degli inquinanti preesistenti.

La nostra proposta progettuale che fa riferimento sostanzialmente ad un reclutamento di circa 300 persone divise in nuclei familiari di almeno tre componenti in cinque aree d’Italia (tre ad alto impatto ambientale e due a basso impatto ambientale) è stata già avanzata all’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, ad EcorNaturaSì, ad AssoBio, a FederBio, a UpBio, a Demeter e a diverse aziende biologiche e biodinamiche di punta e storiche come Girolomoni cooperativa, la Terra e il Cielo, La Colombaia, il Cerreto ed altre ancora. Il progetto ci piacerebbe fosse uno studio indipendente partecipato e co-finanziato dalle stesse aziende, ognuno secondo le proprie possibilità e lo presenteremo in forma ufficiale in occasione del Sana di Bologna 2020. Per tale data vorremmo già essere pronti con un’importante adesione e per questo chiediamo un aiuto nella diffusione di questo obiettivo.

 


Note

1. L. Montano*, L. Iannuzzi, J. Rubes, C. Avolio, C. Pistos, A. Gatti, S. Raimondo, T.Notari,  EcoFoodFertility – Environmental and food impact assessment on male reproductive function,  Andrology  2 (Suppl.2): 69, 2014

2.  Luigi Montano*, Paolo Bergamo, Maria Grazia Andreassi, Stefano Lorenzetti. The role of human semen as an early and reliable tool of environmental impact assessment on human health. Full Chapter in Final Book Title & ISBN: Spermatozoa – Facts and Perspectives, ” 978-1-78923-171-7. InTechOpen June 13th 2018 http://dx.doi.org/10.5772/intechopen.73231

3. Paolo Bergamo, Maria Grazia Volpe, Stefano Lorenzetti, Alberto Mantovani Tiziana Notari, Ennio Cocca, Stefano Cerullo, Michele Di Stasio, Pellegrino Cerino and Luigi Montano*. Human semen as an early, sensitive biomarker of environmental exposure of healthy men living in highly polluted areas: a pilot biomonitoring study of trace elements in blood and semen and relationship with sperm quality and RedOx status. Reproductive Toxicology.2016. 66:1-

4. Cecilia Vecoli, Luigi Montano, Andrea Borghini,  Tiziana Notari,Antonino Guglielmino, Antonella Mercuri,  Stefano Turchi, Maria Grazia Andreassi Effects of highly polluted environment on sperm telomere length: a pilot study. Int. J. Mol. Sci. 2017, 18, 1703; doi:10.3390/ijms18081703

5 Liana Bosco, Tiziana Notari, Giovanni Ruvolo, Maria C. Roccheri, Chiara Martino, Rosanna Chiappetta, Domenico Carone, Giosuè Lo Bosce, Laura Carrillo, Salvatore Raimondo, Antonino Guglielmino, Luigi Montano*.Sperm DNA fragmentation: an early and reliable marker of air pollution..Environ Toxicol Pharmacol. 2018 Mar;58:243-249. doi: 10.1016/j.etap.2018.02.001  Epub 2018 Feb 7 

6 G. Lettieri, G. D’Agostino, E. Mele, C. Cardito, R. Esposito, A. Cimmino, A. Giarra, M. Trifuoggi, S. Raimondo, T. Notari, F. Febbraio*, L. Montano*, M. Piscopo*Discovery of the Involvement in DNA Oxidative Damage of Human Sperm Nuclear Basic Proteins of Healthy Young Men Living in Polluted Areas. Int J Mol Sci . 2020 Jun 12;21(12):E4198.  doi: 10.3390/ijms21124198

7 Chung RT.Detoxification effects of phytonutrients against environmental toxicants and sharing of clinical experience on practical applications. Environ Sci Pollut Res Int. 2017 Apr;24(10):8946-8956

8 Abdull Razis AF, Noor NM. Cruciferous vegetables: dietary phytochemicals for cancer prevention, Asian Pac J Cancer Prev 14 (3) (2013) 1565-

9 S. Ito, C. Chen, J. Satoh, S. Yim, F.J. Gonzalez, Dietary phytochemicals regulate whole-body CYP1A1 expression through an arylhydrocarbon receptor nuclear translocator-dependent system in gut, J Clin Invest 117 (7) (2007) 1940-50.

10 Paolini M, Perocco P, Canistro D, Valgimigli L, Pedulli GF, Iori R, et al., Induction of cytochrome P450, generation of oxidative stress and in vitro cell-transforming and DNA-damaging activities by glucoraphanin, the bioprecursor of the chemopreventive agent sulforaphane found in broccoli, Carcinogenesis 25 (1) (2004) 61-7.

[^11 ]Vanduchova A1, Anzenbacher P, Anzenbacherova E. Isothiocyanate from Broccoli, Sulforaphane, and Its Properties. J Med Food. 2019 Feb;22(2):121-126. doi: 10.1089/jmf.2018.0024. Epub 2018 Oct 27.

12 Chang SK, Alasalvar C, Shahidi F. Superfruits: Phytochemicals, antioxidant efficacies, and health effects – A comprehensive review. Crit Rev Food Sci Nutr. 2018 Jan 23:1-25

13 Mostafa Jamalan, Mohammad Ali Ghaffari, Pooneh Hoseinzadeh, Mahmoud Hashemitabar, and Majid Zeinali. Human Sperm Quality and Metal Toxicants: Protective Effects of some Flavonoids on Male Reproductive Function. Int J Fertil Steril. 2016 Jul-Sep; 10(2): 215–223

14 Yu-Han Chiu, Audrey J Gaskins,Paige LWilliams, Jaime Mendiola, Niels Jørgensen,Hagai Levine, Russ Hauser, Shanna H Swan and Jorge E Chavarro. The Journal of Nutrition. Nutritional Epidemiology. Intake of Fruits and Vegetables with Low to Moderate Pesticide Residues Is Positively Associated with Semen-Quality Parameters among Young Healthy Men. J Nutr. 2016 May;146(5):1084-92.

15 Bara´ nski, M.; ´Srednicka-Tober, D.; Volakakis, N.; Seal, C.; Sanderson, R.; Stewart, G.B.; Benbrook, C.;Biavati, B.; Markellou, E.; Giotis, C.; et al. Higher antioxidant and lower cadmium concentrations and lowerincidence of pesticide residues in organically grown crops: A systematic literature review and meta-analyses.Br. J. Nutr. 2014, 112, 794–811

16 Ribes-Moya AM, Adalid AM, Raigón MD, Hellín P, Fita A, Rodríguez-Burruezo A. Variation in flavonoids in a collection of peppers (Capsicum sp.) under organic and conventional cultivation: effect of the genotype, ripening stage, and growing system. J Sci Food Agric. 2020 Jan 6. doi: 10.1002/jsfa.10245.

17 Benbrook, C.M.; Butler, G.; Latif, M.A.; Leifert, C.; Davis, D.R. Organic Production Enhances Milk NutritionalQuality by Shifting Fatty Acid Composition: A United States–Wide, 18-Month Study. PLoS ONE 2013, 8,e82429.

18 Palupi, E.; Jayanegara, A.; Ploeger, A.; Kahl, J. Comparison of nutritional quality between conventional andorganic dairy products: A meta-analysis. J. Sci. Food Agric. 2012, 92, 2774–2781. 13.

[^19 ] Srednicka-Tober, D.; Baranski, M.; Seal, C.; Sanderson, R.; Benbrook, C.; Steinshamn, H.;Gromadzka-Ostrowska, J.; Rembialkowska, E.; Skwarlo-Sonìta, K.; Eyre, M.; et al. Higher PUFA andn-3 PUFA, conjugated linoleic acid, […]-tocopherol and iron, but lower iodine and selenium concentrationsin organic milk: A systematic literature review and meta- and redundancy analyses. Br. J. Nutr. 2016, 115,1043–10604

20 Crinnion WJ. Organic foods contain higher levels of certain nutrients, lower levels of pesticides, and may provide health benefits for the consumer Altern Med Rev. 2010 Apr;15(1):4-12

21 Hallmann E, Marszałek K, Lipowski J, Jasińska U, Kazimierczak R, Średnicka-Tober D, Rembiałkowska E. Polyphenols and carotenoids in pickled bell pepper from organic and conventional production. Food Chem. 2019 Apr 25;278:254-260. doi: 10.1016/j.foodchem.2018.11.052.

22 Prandini A, Sigolo S, Piva G. Conjugated linoleic acid (CLA) and fatty acid composition of milk, curd and Grana Padano cheese in conventional and organic farming systems. J Dairy Res. 2009 Aug;76(3):278-82. doi: 10.1017/S0022029909004099.

23 Ribas-Agusti, A.; Diaz, I.; Sarraga, C.; Garcia-Regueiro, J.A.; Castellari, M. Nutritional properties of organi cand conventional beef meat at retail. J. Sci. Food Agric. 2019, 99, 4218–4225. 15.

24 Srednicka-Tober, D.; Baranski, M.; Seal, C.; Sanderson, R.; Benbrook, C.; Steinshamn, H.;Gromadzka-Ostrowska, J.; Rembialkowska, E.; Skwarlo-Sonìta, K.; Eyre, M.; et al. Composition differences between organic and conventional meat: A systematic literature review and meta-analysis. Br. J. Nutr. 2016,115, 994–1011.

25 Ellis KA, Innocent G, Grove-White D, Cripps P, McLean WG, Howard CV, Mihm M. Comparing the fatty acid composition of organic and conventional milk. J Dairy Sci. 2006 Jun;89(6):1938-50.

26 Średnicka-Tober D, Barański M, Seal CJ, Sanderson R, Benbrook C, Steinshamn H, Gromadzka-Ostrowska J, Rembiałkowska E, Skwarło-Sońta K, Eyre M1, Cozzi G, Larsen MK, Jordon T, Niggli U, Sakowski T, Calder PC, Burdge GC, Sotiraki S, Stefanakis A, Stergiadis S, Yolcu H, Chatzidimitriou E, Butler G, Stewart G, Leifert. Higher PUFA and n-3 PUFA, conjugated linoleic acid, α-tocopherol and iron, but lower iodine and selenium concentrations in organic milk: a systematic literature review and meta- and redundancy analyses. Br J Nutr. 2016 Mar 28;115(6):1043-60. doi: 10.1017/S0007114516000349.

27 Kummeling I, Thijs C, Huber M, van de Vijver LP, Snijders BE, Penders J, Stelma F, van Ree R, van den Brandt PA, Dagnelie PC. Consumption of organic foods and risk of atopic disease during the first 2 years of life in the Netherlands. Br J Nutr. 2008 Mar;99(3):598-605.

28 Bara´ nski M, ´Srednicka-Tober D, Volakakis N, Seal C, Sanderson R, Stewart G.B, Benbrook C, Biavati B, Markellou E, Giotis C. et al. Higher antioxidant and lower cadmium concentrations and lower incidence of pesticide residues in organically grown crops: A systematic literature review and meta-analyses. Br. J. Nutr. 2014, 112, 794–811.

29 Brantsæter A.L, Ydersbond T.A, Hoppin J.A, Haugen M,  Meltzer H.M. Organic food in the diet:Exposure and health implications. Annu. Rev. Public Health 2017, 38, 295–313. [CrossRef] [PubMed

30 Smith-Spangler C, Brandeau M.L, Hunter G.E, Clay Bavinger J, Pearson M, Eschbach P.J, Sundaram V, Liu H, Schirmer P, Stave C. et al. Are organic foods safer or healthier than conventional alternatives?: Asystematic review. Ann. Intern. Med. 2012, 157, 348–366.

31 Vanessa Vigar, Stephen Myers, Christopher Oliver, Jacinta Arellano Shelley Robinson and Carlo Leifert. A Systematic Review of Organic Versus Conventional Food Consumption: Is There a Measurable Benefit onHuman Health. Nutrients. 2019 Dec 18;12(1). pii: E7. doi: 10.3390/nu12010007. Review)

32 Hurtado-Barroso, S.; Tresserra-Rimbau, A.; Vallverdu-Queralt, A.; Lamuela-Raventos, R.M. Organic food and the impact on human health. Crit. Rev. Food Sci. Nutr. 2017, 59, 704–714. 76,77]

 


LEGGI GLI ALTRI ARTICOLI 

Carlo Triarico

Dal cibo alla cura

DOSSIER. SALVIAMO LA FERTILITA' DELL'UOMO E DELLA TERRA. La ricerca scientifica evidenzia che nutrirsi di alimenti biologici e biodinamici libera i tessuti dai residui dei
Alberto Mantovani

Pesticidi, l’Europa cambia modello

DOSSIER. SALVIAMO LA FERTILITA' DELL'UOMO E DELLA TERRA. Mutageni, cancerogeni e interferenti endocrini secondo l'approccio cautelativo adottato dall'Ue non sono autorizzabili per l'uso in agricoltura.
Amalia Buono e la sua famiglia

Le ragioni di Amalia, “mamma bio” in prima linea

DOSSIER. SALVIAMO LA FERTILITA’ DELL’UOMO E DELLA TERRA. Ha 48 anni, vive ad Avellino e ha scelto di alimentare la propria famiglia con cibo rigorosamente

Scrive per noi

Luigi Montano
Luigi Montano
Luigi Montano, medico-ricercatore, responsabile dell’Unità di Andrologia e Medicina dello Stile di Vita in UroAndrologia dell’ASL Salerno, esperto in Patologia Ambientale e Presidente della Società Italiana di Riproduzione Umana (www.siru.it). Ambientalista da sempre, ha declinato questa sua passione nella ricerca scientifica militante a favore del territorio e delle popolazioni che vivono nelle aree a rischio ambientale, a partire da quella in cui vive e risiede, Acerra, città in provincia di Napoli nel cuore della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Proprio sulle problematiche ambientali e sanitarie della sua area ha ideato il Progetto di Ricerca EcoFoodFertility, (www.ecofoodfertility.it), studio multidisciplinare e multicentrico oramai esteso anche al di fuori dei confini nazionali che introduce un nuovo modello per la valutazione dell'impatto ambientale sulla salute umana per la prevenzione primaria delle popolazioni nelle aree a rischio e sistemi di resilienza, partendo dalla valutazione del liquido seminale quale precoce e sensibile marker di Salute Ambientale e della Salute Generale (Seme Sentinella). Ha all'attivo diverse pubblicazioni, alcuni capitoli di libri su riviste nazionali ed internazionali, relazioni a congressi nazionali ed internazionali con diversi premi e riconoscimenti e collabora per le ricerche sul rapporto Ambiente-Salute con diversi ricercatori del CNR, ISS, Università e centri di ricerche non solo nazionali.

Parliamone ;-)