Roberto Brioschi

Viviamo nell’Antropocene, dal 1945 l’Era geologica ove le azioni della “Civiltà” sono in grado di modificare le caratteristiche, le condizioni fisiche, chimiche, biologiche del Pianeta e dei suoi abitanti, la loro Storia: ad esempio con il clima, che è il risultato maggiormente percepibile su scala globale delle introdotte interazioni tra le attività umane e la Natura. Risultato conseguito in soli 350 anni (dalla metà del XVII secolo) grazie alla creazione ed affermazione dell’Homo Oeconomicus, soggetto-modello monocolturale di ogni relazione, che deve farsi Economia: il sistema di scambio finalizzato al raggiungimento del Profitto, ove un contraente ottiene un vantaggio grazie alla sottrazione subita dall’altro. Ciascun comportamento, soggettività, ogni corpo, la vita tutta devono subordinarsi alle dinamiche della Concorrenza quale norma universale. L’Economia ha sussunto la Terra per sostituirla con un “nuovo” mondo di cui essa ne è la Ragione, non solo economica ma totalizzante poiché in grado di forgiare ogni dimensione dell’esistenza trasformandola in “prodotto”. Una “Ragione – Mondo”, il Capitalismo: l’Antropocene è Capitalocene.

Il Capitalocene per rendere “naturale” ed unica possibile la sua Ragione deve abolire ogni consapevolezza e percezione di Sé, dell’Altrui e dell’Altrove nell’Homo Oeconomicus: il disconoscimento della singolarità e della diversità per affermare la monocultura/coltura globalizzante dell’Eguale.

Destruttura la Scuola poiché non ne ha più necessità, abolisce la Storia e la Geografia non più insegnate, Filosofia, Letteratura e Musica ridotti in e-files stile Wikipedia: parcellizza il Tempo ed il Senso per dimenticare il Passato e negare il Futuro, costringendo a vivere immemori in un eterno Presente per mezzo della digitalizzazione dell’esistenza e dell’esistente. L’individuo percepisce e ri-conosce sé e tutto ciò che lo attornia unicamente attraverso la propria soggettività ed esperienza, il cui circoscritto orizzonte diviene il confine/limite tutto della “realtà”. Conoscenza e cultura vengono celate e sostituite dalla specificità e sensorialità individualista del mondo semplificato e parcellizzato, fluido e nebulizzato delle monadi, senza identità sociale, la moltitudine.

L’Uomo ha bisogno del Tempo, del Senso, di possedere Identità. Nella Storia delle Civiltà il cibo è sempre strumento, manifestazione e patrimonio della identità delle popolazioni di un territorio. In esso si materializza l’acculturazione delle tradizioni culinarie: ovvero la trasmissione della conoscenza delle risorse agroalimentari, il risultato della capacità di utilizzarle come fonti rinnovabili per l’autosufficienza alimentare, il cibo come Valore, diritto alla salute, al gusto. La sua Agricoltura e contadinanza possiedono inoltre il saper fare nel manutenere i suoli, le acque, la pianura, la collina, il monte. Il paesaggio risultante è la Bellezza intesa come armonia sinergica delle azioni dell’uomo con la Natura per mezzo della Agricoltura, non contro o a prescindere.

La Bio agricoltura non è semplicemente e pauperisticamente un metodo di produzione agricola, essa è lo strumento che incorpora millenni di pratiche, sperimentazioni, adattamenti, evoluzioni divenute saperi, che re-insegna ad una reciprocità naturale quanto universale tra uomo, mondo animale e vegetale, tra diversi ma su un piano di compartecipazione ed eguaglianza, di conoscenza e rispetto delle biodiversità, dei ritmi, dei cicli: ognuno partecipe con le proprie possibilità, capacità e bisogni.

Il Senso del cibo ma non solo, non più merce ma risultato di una collaborazione tra Uomo e Natura per mezzo della Bio Agricoltura, che restituisce alle attività la conoscenza intera del processo e la sua riproducibilità, con la consapevolezza delle azioni, del loro divenire e del loro scopo. L’ Homo Faber ne è il coltivatore, interprete della Economia delle relazioni che ricompone e trasforma, propositore e propulsore di una nuova cittadinanza partecipe alla soluzione sistemica dei problemi ambientali e sociali dell’agroalimentare e non solo.

Scrive per noi

Roberto Brioschi
Roberto Brioschi
Roberto Brioschi (1952), ruralista e ricercatore, è cofondatore della Scuola di Economia Trasformativa, membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla Economia Civile della Regione Campania e del Comune Sostenibile di Calitri; membro della Rete dei Semi Rurali. Pubblica per Altreconomia Edizioni.

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