Featured Video Play Icon

Un momento del workshop “Agroecologia per l’agricoltura biologica”

Quattro sessioni, a partire da quella sull’agroecologia, dedicate a ogni pilastro della sostenibilità: sociale, produttivo e ambientale. Più due approfondimenti paralleli su altrettanti progetti formativi per imprenditori e agricoltori in cui la biodinamica fa da filo conduttore: il bootcamp conclusivo di Agri4bio e il seminario per agricoltori Valbioagri sull’eco-condizionalità e la gestione dell’acqua nelle aziende agroecologiche. La Scuola di Agraria dell’Università degli studi di Firenze ha ospitato venerdì 15 novembre il workshop “Agroecologia per l’agricoltura biologica”: 

«Un’iniziativa che contribuisce a dare lustro alla nostra Scuola – ha detto Francesco Ferrini, Preside della Scuola di Agraria, nel suo saluto  – e a rafforzare i rapporti collaborativi con i diversi i portatori d’interesse».

 

Molti gli interventi nell’Aula Magna della Scuola, collocata nell’antica residenza dei caccia dei Lorena, immersa nel polmone verde di Firenze, il Parco delle Cascine, ricolma di docenti, ricercatori, imprenditori agricoli, rappresentanti delle associazioni e moltissimi studenti. A condurre la mattinata Gaio Cesare Pacini, docente di Unifi e vicepresidente della neonata Associazione Italiana di Agroecologia (Aida) che proprio in questa occasione è stata presentata nel centro Italia. È stato lui a leggere, durante l’introduzione, il messaggio di Paola Migliorini, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cn) e Presidentessa di Agroecology Europe:

L’agroecologia è considerata congiuntamente come una scienza, una pratica e un movimento sociale.

Comprende l’intero sistema alimentare, dal suolo all’organizzazione delle società umane. Come scienza dà priorità alla ricerca azione, agli approcci olistici e partecipativi e alla transdisciplinarietà dei diversi sistemi di conoscenza. Come pratica si basa sull’uso sostenibile delle risorse rinnovabili, sulle conoscenze locali degli agricoltori, sullo sviluppo della biodiversità per fornire servizi ecologici e sullo sviluppo della resilienza degli ecosistemi (…). Come movimento difende i piccoli agricoltori e l’agricoltura familiare, semi e razze locali, le comunità rurali, la sovranità alimentare, le economie di relazione, il cibo salubre e di qualità.

Il workshop “Agroecologia per l’agricoltura biologica” (Prima parte)

Sono interventi poi Paolo Barberi (Scuola Sant’Anna di Pisa) e Concetta Vazzana (UNIFI) rispettivamente Vice-Presidente e Socia onoraria di Agroecology Europe. Il primo ha illustrato le parole chiave dell’agroecologia, «diversità, partecipazione e inclusione», e l’importanza di imparare a dialogare. La seconda invece, definita da Pacini «la madrina dell’agroecologia», ha esplicitato nel suo intervento come «i principi dell’agroecologia possono essere di supporto per tutte le agricolture».

Duranti i lavori ha preso la parola Stefano Bocchi (Unimi), Presidente dell’Aida che fa parte di Agroecology Europe e porta avanti progetti per sviluppare i concetti, i principi e le pratiche dell’agroecologia su cui peraltro ha attivato un osservatorio. Circa le alleanze per l’agroecologia nel mondo ha poi relazionato Caterina Batello della Fao, che ha spiegato come la sua diffusione passi attraverso «un forte impegno sociale per promuovere prezzi alimentari giusti che includano le esternalità ambientali e i giusti salari per gli impiegati in agricoltura, un impegno a lungo termine per ridurre l’impatto dell’agricoltura sul clima e scoraggiare l’uso di energie non rinnovabili, la collaborazione con i nostri alleati, muovendoci in sinergia e identificando progetti e azioni comuni».

A seguire sono intervenuti Stefano Canali del Crea che ha parlato di reti per la ricerca in agricoltura biologica e in agroecologia e Tommaso Gaifami di Agroecology Europe Youth Network che ha sottolineato la relazione biunivoca fra i giovani e l’agroecologia, come una pratica che possa arricchire entrambi.

Nella seconda sessione, “Sostenibilità delle aziende e agricoltura etica”, hanno portato le proprie esperienze Massimo Carlotti di Legacoop Toscana, Guido Gualandi, Presidente dell’Associazione Grani Antichi di Montespertoli (Fi) e Maurizio Agostino di Humus, la Rete Sociale per la Bioagricultura Italiana. Mentre nella terza, dedicata all’“Agricoltura Biologica e Biodinamica”, è stata Maria Grazia Mammuccini, Presidentessa di Federbio, a introdurre:

«Il Crea ha raccolto dei dati dai quali emerge che la media della sostanza organica del suolo italiano è pari all’1% – ha dichiarato nel suo excursus sullo stato dell’arte dell’agricoltura biologica in Italia – Ciò significa che siamo sull’orlo della desertificazione, in particolare nelle zone un tempo più fertili, come la Pianura Padana e la Puglia. Anche per contrastare questo fenomeno il futuro di tutta la nostra agricoltura è l’agroecologia e biologico e biodinamico sono le applicazioni concrete più diffuse».

Il workshop “Agroecologia per l’agricoltura biologica” (Seconda parte)

Quindi Carlo Triarico, Presidente Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e Vice-presidente di Federbio, che spaziando da Brentano a Planck ha indicato la missione della bioagricoltura:

«Dobbiamo estendere quello che abbiamo imparato in questi anni di pratica agroecologica ai tanti che sono rimasti indietro, alle aziende più inquinate e costrette da un meccanismo ingiusto a continuare su una strada che non ha futuro».

È stato poi il momento di Laura Mugnai di Unifi, Carlo Boni Brivio dell’Azienda agricola biodinamica “Il Cerreto”, Andrea Martini dell’Associazione Italiana di Zootecnia Biologica e Biodinamica (ZooBioDi) e docente di Medicina veterinaria e orientamento sistemico di Unifi e Claudio Pozzi, coordinatore della Rete Semi Rurali. La mattinata si è conclusa con la quarta sessione dedicata ai “Parchi naturali nelle aree urbane” con gli interventi di Domenico Nicoletti, direttore del Parco Nazionale dell’alta Murgia, e David Fanfani del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze: tutti i contributi sono nella documentazione video che trovate in questa pagina a cura di Agricolturabio.info, la piattaforma d’informazione del progetto Valbioagri che per l’occasione è stata presentata al pubblico.

Scrive per noi

Carlotta Iarrapino
Carlotta Iarrapino
Analista, facilitatrice, comunicatrice e ambientalista. Laureata in economia a Firenze con master in Ambiente alla Scuola Sant’Anna di Pisa, svolge l’attività di consulenza dal 2000. È tra le fondatrici, nel 2008 di Contesti e Cambiamenti. Organizzazione, comunicazione e partecipazione le sue aree di intervento. È curatrice di BiodinamicaNews, la newsletter dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica.

Parliamone ;-)