Luca Mion con il telaino

Luca Mion con il telaino

I segreti dell’alveare. L’apicoltura biodinamica secondo Luca Mion

L’Alveare è innanzitutto un Essere spirituale, libero di sciamare, costruire i propri favi di cera ed esprimere la sana pulsione riproduttiva. Nel rispetto dei ritmi e dell’identità delle famigliole. Così il fondatore dell’Apicoltura Maricolli, nel Trevigiano, spiega la metodica apistica ispirata ai principi di Rudolf Steiner. Sabato 15 maggio il nostro webinar sul tema
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La nostra storia comincia con la mia giovane età. Io sono Luca Mion, la nostra piccola apicoltura biodinamica è l’Apicoltura Maricolli a Breda di Piave (TV), mia moglie, arte-terapeuta, si chiama Marinella. Adolescente, con la passione per la pesca lungo i nostri fiumiciattoli di risorgiva – acque allora meravigliose, abbondanti, leggere e vitali – sentivo irrazionale e forte il bisogno, direi sempre irrequieto, di piantare piante ed arbusti in un terreno di proprietà di famiglia, un paio di ettari, allora “coltivato” a rotazioni continue di mais ed erba medica, costeggiato comunque da fossati ed un fiume, il Mignagola, con siepi già ricche di molte varietà autoctone.

 

L'Apicoltura Maricolli di Luca Mion si trova a Breda di Piave (TV)
L’Apicoltura Maricolli di Luca Mion si trova a Breda di Piave (TV)

Mi accorgo, a distanza d’anni, ora che questo terreno ha accolto la nostra casa ed il nostro apiario aziendale, che c’era lassù un “Progetto”, che io inseguivo, piantavo filari di piante che divennero viali, aree a cespugli misti che accolsero i primi apiari, aiuole fiorite perenni che sono tutt’ora la “farmacia” sempre aperta per le nostre api.

 

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L’Apicoltura Maricolli è una piccola realtà aziendale agricola, dedita principalmente all’apicoltura. Nasce quasi un quindicina d’anni fa quando, a seguito di un mio primo corso in apicoltura convenzionale (che mi appassionò ma non mi dissetò) inseguii per mezza Italia gli storici apicoltori biodinamici italiani (Enrico Zagnoli, Gianni Stoppa, Guglielmo Petrelli…), frequentando i loro corsi, alla ricerca di un’apicoltura, che per ora definirei semplicemente “diversa”.

 

 

Il nostro primo apiario stanziale – perché abbiamo scelto di non fare “nomadismo” per non stressare le api e noi stessi – è stato quello di casa, tutt’ora il più popoloso (una trentina di famiglie d’api, quindi una taglia piccola rispetto alla norma degli apiari convenzionali). Poi ne seguirono altri, più piccoli, in aree belle, ricche di varietà soprattutto pollinifere (perché la vera ricchezza per gli alveari è il polline!) ed in luoghi animicamente accoglienti.

 

Luca Mion con il telaino
Luca Mion ha cominciato da adolescente a piantumare piante e arbusti sul terreno di famiglia. Ha fondato l’azienda circa 15 anni fa

 

Ora l’Azienda conta mediamente un centinaio di famiglie d’api, si è certificata biologica fin dal 2008 ma con l’obiettivo di pervenire alla certificazione Demeter che, acquisita nel giugno 2020, abbiamo sempre considerata come una forma  di “riconoscimento” di come si è lavorato nel tempo. Infatti, fin dagli inizi della nostra apicoltura, il metodo biodinamico è stato l’unico che abbiamo praticato e ci permette di incontrare il mondo, i nostri clienti, con sincerità ed onestà.

Grazie agli impulsi avuti fin da piccolo la pratica biodinamica mi ha sempre accompagnato. L’allestimento e spargimento dei cumuli, l’uso dei preparati biodinamici negli intorni degli apiari, fondamentalmente cornoletame, cornosilice e preparato alla valeriana in caso di gelate, fa parte del nostro lavoro per le api e per la terra.

Quello che invece è più difficile da sostenere è l’impegno economico che tutto ciò ci richiede, vista la piccola dimensione della nostra realtà che si sostiene grazie all’economia famigliare. Se così non fosse, il costo annuo di un migliaio di euro di certificazione bio ed un’altra metà per la certificazione Demeter non sarebbe sostenibile. Certo, per la sostenibilità aziendale cerchiamo di valorizzare al meglio il nostro miele che, seppur in limitata quantità, esce nel mercato locale ad un prezzo leggermente superiore alle medie dei mieli biologici.

 

I prodotti certificati biologico e Demeter dell'azienda Maricolli
I prodotti certificati biologico e Demeter dell’azienda Maricolli

 

Sui terreni circostanti gli apiari, in particolare quello di “casa” si è cercato di creare un organismo agricolo vivente: trovano ora spazio molte aree con arbusti e piante d’alto fusto vocate alle api, con fioriture scalari che cercano di coprire tutte le attuali squilibrate stagioni; un’area di circa mille metri a frutteto misto e poi un’estensione pari a circa un “campo” veneto ove seminiamo scalarmente fiori per le api: dalla senape bianca al girasole, al grano saraceno, al pisello odoroso… Non vi sono dunque “prodotti” agricoli aziendali primari, tanto meno oggetto di vendita, tutto è lavorato in funzione delle api, del loro benessere. Normalmente, in una buona annata, riusciamo a raccogliere miele di tarassaco, acacia, tiglio, castagno e millefiori estivo.

 

I campi dell’azienda nei quali si seminano senape bianca, girasole, grano saraceno e pisello odoroso

 

Vi vorrei raccontare un po’ della metodica apistica biodinamica. Avrei bisogno di molto spazio di cui non dispongo. Cercherò di stringere. Innanzitutto vi furono le indicazioni di Rudolf Steiner in “Le Api” O.O.351, siamo nel 1923, ma prima e dopo di queste Egli diede diversi riferimenti sulle api anche in altri cicli di conferenze. A Rudolf Steiner, in Italia, seguì un vuoto importante, colmato solo in parte dalla traduzione e pubblicazione di “L’Apicoltura” di Mattias Thun, figlio di Maria Thun. Sono state le esperienze e gli approfondimenti portati negli anni dagli apicoltori biodinamici a tracciare, anche in Italia, una metodica biodinamica in apicoltura, sebbene questa non sia mai stata definita e riconosciuta formalmente. Questo, ci consoli, vale anche per il resto d’Europa. Diversamente, sul piano produttivo e della vendita, il disciplinare di produzione Demeter, dal giugno 2006, detta alcune “regole” importanti cui i soci produttori devono attenersi.

Ai molti che sovente mi chiedono ma che differenza c’è tra un’apicoltura convenzionale ed anche biologica ed un’apicoltura ad indirizzo biodinamico, rispondo: un abisso!

Alcune scelte fondamentali in apicoltura biodinamica, volte al rispetto dell’Essere spirituale dell’Alveare, mai vocate alla massimizzazione della produzione, fanno una grande differenza. L’Alveare è libero di costruire i propri favi di cera (non vengono dati loro “fogli cerei” con esagoni già disegnati, eventualmente solo una “striscetta” di cera di partenza). L’Alveare è libero di sciamare, di moltiplicarsi, di esprimere questa sana pulsione riproduttiva. Le Api Regine sono di nascita naturale! Sembrerebbe ovvio ma così non è più per quasi tutto il mondo dell’apicoltura! E questo è drammatico! L’alimentazione, solo di emergenza, dovrebbe essere di solo miele (sebbene il disciplinare Demeter ne consenta un uso anche parziale).

 

 

E poi molte altre attenzioni, quali quella di non spostare arbitrariamente telaini all’interno dello stesso Alveare o tanto meno tra Alveari diversi, il rispetto dell’Identità e della peculiarità delle singole famiglie d’api, una cura per la scelta degli apiari, per la scelta dei materiali costruttivi delle arnie, per la lavorazione del miele, per la formazione di famigliole (chiamate “nuclei” in apicoltura convenzionale) sempre seguendo i ritmi delle sciamature e molte altre cure e precauzioni… L’Apicoltura biodinamica in fondo trae origine e fondamento dall’antroposofia di Rudolf Steiner: tutti i processi che avvengono e gli “attori” coinvolti (siano essi le api operaie, i fuchi, gli influssi cosmici di diversa natura, ecc…) vengono letti, interpretati ed “incontrati” sulla base di criteri scientifico-spirituali.

Che significa questo?

Semplicemente non fermarsi ad una lettura scientifica e materialistica di quanto avviene in apicoltura cosiddetta “pratica” (o “razionale” come si usava ai tempi di Rudolf Steiner) ma, proprio partendo dallo stupore per la meravigliosa vita delle api, saper riconoscere ove e come agiscono le forze di natura sottile, spirituale, nell’Alveare e nel rapporto Uomo-Alveare.

 

Un’ape sulla facelia

 

Le speranze, non solo mie ma anche di un gruppo di apicoltori biodinamici provenienti da tutta Italia con i quali ci incontriamo, sovente in quel di Verona, sono quelle, da un lato, di poter dare una veste a dei “Principi” e a delle “Linee Guida Operative” per l’apicoltura biodinamica e, dall’altro, di diffondere questa il più possibile, per lo meno, in ogni realtà agricola biodinamica.

 

Rudolph Steiner
Rudolph Steiner è il padre degli studi sull’antroposofia e della biodinamica

Vi lascio con una frase di Rudolf Steiner che mi sta molto a cuore e che ha molto a che vedere con l’operosità, con la volontà delle api (tratta da “Le Api”, terza conferenza):

Il mondo dipende dal fatto che si possa far qualcosa, non che si parli di qualcosa, costruendo parole. Le parole devono corrispondere a qualcosa di reale…

Grazie dell’opportunità.

 

Scrive per noi

Luca Mion
Luca Mion
Luca Mion, classe 1969, nasce tra le colline trevigiane, vive più a valle nella pianura del fiume Piave dove instaura, fin da piccolo, un legame forte con la propria terra ed entra in contatto grazie al padre, nei primi anni ’80, con un gruppo locale di agricoltura biodinamica. Si indirizza verso una formazione scientifica. Intervalla agli studi alcune esperienze lavorative manuali (muratore e vivaista) e si laurea in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio a Trento. Sperimenta diversi lavori nell’ambito della progettazione ambientale, della gestione impiantistica ed altro, anche in collaborazione o come dipendente di pubbliche amministrazioni. Lascia volutamente e più volte delle posizioni lavorative stabili alla ricerca della propria “strada”. Nel 2007 re-incontra le Api, avvia un primo piccolo apiario di casa, nasce l'Az. Agr. Apicoltura Maricolli, cerca con forza una formazione in apicoltura biodinamica, collabora all'avvio di una cooperativa agricola in zona montana. Dal 2012, quando si sposa con Marinella e grazie anche a lei, si dedica pienamente alle api, ai propri apiari ed alla terra. Lavora, studia e ricerca anche in collaborazione con alcuni gruppi di apicoltori biodinamici.

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